Immagine di sfondo della pagina Quito Turismo, Ordóñez: "Puntiamo sul mercato italiano per crescere in Europa"
05 novembre 2026

Quito punta sul mercato europeo e rafforza la propria strategia di promozione internazionale. Dal 26 al 30 ottobre, Quito Turismo ha organizzato un roadshow B2B in cinque città europee, Amsterdam, Francoforte, Parigi, Barcellona e Milano, con l'obiettivo di consolidare i rapporti con gli operatori del settore, sviluppare nuove partnership commerciali e favorire l'inserimento della capitale dell'Ecuador nei cataloghi e negli itinerari dei tour operator europei. L'iniziativa ha coinvolto una delegazione di operatori turistici locali, tra cui Galacruises, Latin Roots, Colibrí Expeditions, Geo Boutique e Quimbaya Tours, impegnati a presentare al trade le diverse opportunità offerte dalla destinazione. Un'offerta che va ben oltre il patrimonio storico e architettonico del centro cittadino e comprende esperienze nella natura, trekking, birdwatching, gastronomia, turismo rurale e comunitario, oltre a proposte dedicate all'avventura e al contatto con le tradizioni locali. La tappa milanese del 30 ottobre ha rappresentato un'occasione di confronto diretto con tour operator e agenzie di viaggio italiani, attraverso workshop e incontri B2B individuali. Tra le priorità di Quito Turismo figura infatti il rafforzamento della presenza sul mercato italiano, considerato strategico per il profilo dei suoi viaggiatori. La strategia punta anche a promuovere Quito come destinazione autonoma, invitando gli operatori a superare la logica della semplice sosta prima della partenza verso le Galápagos. L'obiettivo è incentivare soggiorni di tre o quattro notti nella capitale, valorizzandola anche come punto di partenza per itinerari integrati alla scoperta delle Ande, dell'Amazzonia e dell'arcipelago. Ma quali sono le prospettive di crescita della destinazione, quali esperienze possono intercettare maggiormente la domanda italiana e quali strumenti vengono messi a disposizione del trade per sviluppare nuovi prodotti? Ne parliamo con Alejandra Ordóñez, Managing Director di Quito Turismo, che illustra le priorità della promozione internazionale, le opportunità di collaborazione con gli operatori italiani e le prospettive legate alla connettività aerea.

D: Quali sono oggi i principali punti di forza dell'offerta turistica di Quito e quali esperienze ritenete più interessanti per il mercato italiano?

R: Quito sta vivendo il suo momento turistico migliore dell'ultimo decennio. Nel primo semestre del 2026 abbiamo accolto 418.444 visitatori non residenti, superando i 414.546 registrati nello stesso periodo del 2019, mentre le vendite del settore turistico hanno raggiunto 1,746 miliardi di dollari, con una crescita dell'11,2% rispetto al 2025. Il nostro primo punto di forza è il patrimonio storico e culturale. Nel 1978, insieme a Cracovia, Quito è stata il primo sito in assoluto a entrare nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO e la cultura rappresenta ancora oggi la principale motivazione di viaggio, indicata dal 33,2% dei visitatori. Seguono la natura, con il 25,2%, e la gastronomia, con il 16,4%. La possibilità di riunire queste tre componenti in un'unica destinazione rappresenta il nostro vantaggio competitivo. Per i viaggiatori italiani, che apprezzano l'autenticità, l'arte e la buona cucina, proponiamo quattro principali esperienze. La prima riguarda l'arte e il patrimonio culturale, con il Centro Storico, l'arte barocca della Scuola di Quito e le tradizioni artigianali di quartieri come La Ronda, in un dialogo spontaneo con il patrimonio culturale italiano. Un altro elemento distintivo è l'alta gastronomia andina. La città conta oltre 18.000 attività turistiche, l'86% delle quali opera nel settore della ristorazione e delle bevande, e offre prodotti d'eccellenza come il cacao fine. A questo si aggiunge la possibilità di scoprire la natura a un'ora dalla città, raggiungendo la Mitad del Mundo e la Riserva della Biosfera del Chocó Andino, una delle aree più ricche di biodiversità ornitologica al mondo. Infine, il turismo comunitario e quello slow permettono di conoscere le realtà rurali attraverso soggiorni presso le comunità locali, produzioni artigianali e attività agrituristiche, esperienze particolarmente in sintonia con la sensibilità del viaggiatore italiano.

D: Quali sono le priorità della strategia di promozione internazionale di Quito e quali segmenti di mercato, tra turismo culturale, avventura, gastronomia e viaggi esperienziali, offrono le maggiori opportunità di crescita?

R: La nostra priorità è passare da un modello basato sui volumi a uno orientato alla creazione di maggiore valore: più pernottamenti, una spesa media più elevata per visitatore e una distribuzione della domanda più equilibrata durante tutto l'anno. Questo è il principio alla base della Strategia Quito Turismo 2025-2030, che integra connettività aerea, promozione e sviluppo del prodotto turistico. Nel 2026 Quito parteciperà a 17 appuntamenti internazionali dedicati alla promozione e al trade. Il nostro lavoro combina il consolidamento dei mercati che già scelgono la destinazione con l'apertura verso nuovi mercati europei ad alto potenziale. Nel primo semestre del 2026, i principali Paesi di provenienza dei visitatori non residenti sono stati gli Stati Uniti, con una quota del 41,5%, la Spagna con il 10,5%, la Colombia con l'8%, il Canada con il 3,6% e il Regno Unito con il 3,4%. Per quanto riguarda i segmenti turistici, individuiamo quattro principali aree di crescita. Il turismo culturale rappresenta il nostro fondamento ed è la principale motivazione di viaggio. Il turismo naturalistico e d'avventura, trainato dal birdwatching e dalle esperienze nel Chocó Andino, attira visitatori interessati a soggiorni più lunghi e caratterizzati da una maggiore capacità di spesa. La gastronomia è già di per sé una motivazione di viaggio per il 16,4% dei visitatori, mentre il turismo esperienziale e comunitario risponde alla crescente domanda di autenticità da parte dei viaggiatori europei. Stiamo inoltre sviluppando il segmento dei meeting e del turismo romantico. Quito è la prima città dell'Ecuador ad aver ottenuto la certificazione di Smart Tourism Destination secondo la metodologia SEGITTUR. Grazie anche al nostro Sistema di Informazione Turistica Urbano-Rurale (SITUR) e agli strumenti di analisi di mercato di Mabrian, possiamo decidere dove e come investire sulla base delle prenotazioni, della connettività e dei comportamenti effettivi dei visitatori.

D: Il 30 ottobre Quito Turismo ha fatto tappa a Milano nell'ambito del proprio roadshow B2B. Quali sono gli obiettivi dell'iniziativa e quali operatori e partner locali hanno avuto l'opportunità di incontrare i professionisti italiani? Quali risultati vi aspettate di raggiungere attraverso questo appuntamento?

R: Milano rappresenta l'ultima tappa di un roadshow che ha attraversato cinque mercati strategici tra il 26 e il 30 ottobre: Amsterdam, Francoforte, Parigi, Barcellona e Milano. Concludere il tour in Italia non è una scelta casuale: si tratta di un mercato caratterizzato da viaggiatori culturalmente curiosi, attenti alla qualità e interessati a soggiorni di lunga durata, un profilo perfettamente in linea con l'offerta che vogliamo promuovere. L'iniziativa persegue tre obiettivi. Il primo è dimostrare che Quito è molto più del suo Centro Storico: vogliamo presentare le opportunità legate al trekking, al turismo rurale e comunitario, alle attività outdoor, alla gastronomia e all'ospitalità di fascia alta. Il secondo consiste nel generare concrete opportunità commerciali attraverso incontri B2B individuali tra gli operatori italiani e le imprese turistiche di Quito. Il terzo è lavorare insieme alle compagnie aeree che collegano l'Europa alla capitale ecuadoriana, per facilitare la costruzione di pacchetti turistici e favorire l'inserimento della destinazione nei cataloghi 2027.

D: Quanto è importante il mercato italiano per Quito e quali margini di sviluppo individuate nel rapporto con tour operator, agenzie di viaggio e altri professionisti del turismo? Ci sono prodotti o itinerari che vorreste vedere maggiormente presenti nei cataloghi italiani?

R: L'Italia rappresenta un mercato strategico per la crescita di Quito. Nel 2025 circa 23.700 viaggiatori italiani sono arrivati in Ecuador, collocando il nostro Paese tra i primi quindici mercati di provenienza a livello nazionale e tra i principali mercati europei, dopo Spagna, Regno Unito e Germania. Inoltre, secondo le stime della Sottosegreteria al Turismo dell'Ecuador, gli arrivi di visitatori non residenti dall'Italia a Quito sono destinati a crescere dell'1,9% all'anno: una tendenza che questo roadshow intende contribuire ad accelerare. Al di là dei volumi, ci interessa soprattutto il profilo di questi viaggiatori. Gli italiani combinano interesse per la cultura, sensibilità gastronomica e disponibilità a intraprendere itinerari lunghi e articolati, che comprendono più destinazioni. Si tratta esattamente del tipo di visitatore che può contribuire ad aumentare la permanenza media in città, attualmente compresa tra 2,3 e 2,9 notti a seconda del mercato di provenienza, e a migliorare l'occupazione alberghiera. Nel 2025, infatti, il tasso di occupazione degli hotel a quattro e cinque stelle ha raggiunto il 54%, il livello più alto registrato dal periodo pre-pandemico. Le opportunità di collaborazione con il trade italiano sono significative, perché gran parte dei viaggi di lungo raggio viene prenotata attraverso tour operator e agenzie di viaggio. Vogliamo costruire relazioni durature attraverso fam trip, attività di formazione dedicate agli agenti e prodotti sviluppati congiuntamente agli operatori locali.

D: La connettività aerea è un fattore determinante per rendere una destinazione più accessibile e competitiva sui mercati internazionali. Qual è oggi la situazione dei collegamenti tra l'Italia e Quito, anche attraverso gli hub europei, e quali prospettive intravedete per migliorare l'accessibilità della destinazione e favorire l'arrivo di un numero crescente di viaggiatori italiani?


R: La connettività aerea rappresenta oggi uno dei principali punti di forza di Quito e costituisce la colonna portante della nostra strategia di crescita. I viaggiatori italiani possono raggiungere la capitale ecuadoriana con un solo scalo attraverso due importanti hub europei. Madrid offre collegamenti diretti giornalieri con Quito operati da Iberia, mentre Air Europa garantisce tre frequenze settimanali con aeromobili Boeing 787. Anche Amsterdam rappresenta un importante punto di accesso grazie ai voli KLM verso Quito, con possibilità di coincidenze dai principali aeroporti italiani. Partendo da Roma, Milano, Venezia, Bologna o Napoli, è quindi possibile raggiungere la destinazione nell'arco di una giornata, usufruendo di collegamenti agevoli e tariffe competitive. Anche a livello regionale la rete dei collegamenti si sta ampliando. Nel marzo 2026 è stata ripristinata la rotta diretta tra Città del Messico e Quito, dopo due anni di sospensione, mentre a dicembre 2026 torneranno i collegamenti diretti con Santiago del Cile, Toronto e Montréal, interrotti dal 2020. Ogni nuova rotta amplia le possibilità di combinare Quito con altre destinazioni del continente americano. Per noi la connettività rappresenta anche uno strumento per ridurre la stagionalità e aumentare la spesa turistica. Per questo, durante il roadshow, abbiamo lavorato insieme alle compagnie aeree che collegano l'Europa a Quito: vogliamo mettere a disposizione dei tour operator italiani allotment di posti, tariffe e pacchetti che combinino volo e servizi a terra, rendendo la destinazione più facile da commercializzare durante tutto l'anno. Le prospettive sono positive. Le previsioni indicano che il 2026 sarà il migliore anno dell'ultimo decennio in termini di arrivi turistici e continueremo a collaborare con le compagnie aeree e con l'aeroporto per incrementare le frequenze e la capacità dei collegamenti dall'Europa.

D: Quito può rappresentare anche la porta d'ingresso per scoprire altre aree dell'Ecuador, dalle Ande all'Amazzonia fino alle isole Galápagos. Come lavorate per favorire la costruzione di itinerari integrati e prolungare la permanenza dei visitatori, e quali strumenti mettete a disposizione dei professionisti italiani per aiutarli a commercializzare la destinazione?

R: Quito rappresenta la porta d'accesso naturale all'Ecuador: da qui i viaggiatori possono raggiungere le Ande, l'Amazzonia e le Galápagos nel giro di poche ore. La nostra sfida è fare in modo che la città smetta di essere considerata una semplice tappa di transito e diventi il punto di partenza e di arrivo di un grande viaggio, con un soggiorno di almeno tre o quattro notti. Per raggiungere questo obiettivo lavoriamo su tre direttrici. La prima riguarda lo sviluppo dell'offerta turistica all'interno del territorio metropolitano. La seconda direttrice riguarda la costruzione di itinerari combinati. Proponiamo agli operatori circuiti che integrano Quito con il Viale dei Vulcani, i mercati indigeni degli altopiani settentrionali, l'Amazzonia e le Galápagos, mantenendo la capitale come punto di ingresso e di uscita del viaggio. Infine, lavoriamo per mettere a disposizione del trade strumenti concreti di commercializzazione. Organizziamo fam trip rivolti a tour operator, agenti di viaggio e stampa specializzata, oltre a percorsi di formazione sulla destinazione e webinar dedicati ai team commerciali. Mettiamo inoltre a disposizione materiali promozionali e informazioni di mercato attraverso il portale VisitQuito (visitquito.ec) e l'app VisitQuito, favorendo il contatto diretto con le imprese turistiche locali per la progettazione di prodotti su misura. Per il segmento MICE offriamo anche un supporto specifico attraverso Quito MICE (micequito.ec). Sul territorio, i visitatori possono infine contare su quattro punti di informazione turistica, compreso quello situato in aeroporto. Invitiamo i professionisti italiani a scoprire Quito di persona. La città che troveranno è molto più ricca di quanto possa emergere da qualsiasi presentazione.

Gaia Guarino

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