Traghetti, prezzi stabili nonostante il caro carburante: l’analisi di Ferryscanner
Secondo il monitoraggio della piattaforma sulle principali rotte europee, le tariffe dei traghetti non seguono automaticamente l’andamento dei costi energetici.
Nonostante la forte volatilità dei mercati petroliferi e gli aumenti dei prezzi del carburante, i prezzi dei biglietti dei traghetti risultano complessivamente stabili. È quanto emerge dall’analisi di Ferryscanner, che ha monitorato l’evoluzione delle tariffe da ottobre 2025 a giugno 2026 su 36 rotte in sei mercati europei (Grecia, Italia, Spagna, Finlandia, Regno Unito e Irlanda), rilevando un andamento nel complesso contenuto su molte tratte.
I dati indicano che, nel settore traghetti, il prezzo finale non segue automaticamente la variazione del costo del carburante. Le tariffe rispondono a una combinazione di variabili: stagionalità, disponibilità, politiche commerciali per tratta e operatore, caratteristiche di rotta, concorrenza e pattern di domanda, oltre ai costi operativi. In Italia, dove lo studio si è focalizzato in particolare sull’analisi di 10 rotte nazionali operate dai principali player, emergono esempi emblematici: su più tratte domestiche, le oscillazioni restano limitate su base mensile. Nel periodo osservato, rotte come Napoli - Casamicciola, Napoli - Capri e Napoli - Procida si mantengono tra i 20 e i 30 euro. Nello stesso range di prezzo, si collocano anche le tratte Milazzo - Lipari e Milazzo - Vulcano, mentre Trapani - Favignana e Trapani -Levanzo oscillano tra i 10 e i 20 euro. Allo stesso tempo, non mancano rotte con dinamiche più marcate: per esempio, Civitavecchia-Olbia evidenzia variazioni significative con picchi fino a circa 100 euro nel mese di agosto. Nel complesso, però, il comportamento dei prezzi riflette principalmente fattori strutturali del mercato e la stagionalità della domanda, più che l’andamento dei costi energetici nel breve periodo.