Tunisia, l'Italia avanza: +5% nel 2026 e cresce la domanda oltre l'estate
Karim Jatlaou, director for Italy ONTT: "Il mercato italiano è il nostro quarto bacino di riferimento. Aumentano gli arrivi nei mesi di spalla e cresce l'interesse per cultura, deserto e turismo sostenibile"
Non solo mare e villaggi. Per la Tunisia il mercato italiano sta cambiando volto, con una domanda sempre più distribuita durante l'anno e una crescente attenzione verso esperienze culturali, itinerari nel deserto, benessere e turismo sostenibile. A fare il punto è Karim Jatlaoui, direttore per l'Italia dell'Ente Nazionale Tunisino per il Turismo, che traccia un bilancio positivo del 2026 e guarda già alle opportunità del 2027, tra grandi eventi, nuove strutture alberghiere e l'attesa per l'eclissi totale di sole del 2 agosto. L'Italia si conferma uno dei mercati strategici per la destinazione nordafricana. "E' il nostro quarto mercato dopo Francia, Germania e Regno Unito", spiega Jatlaoui. "Nel 2026 abbiamo registrato una crescita del 5% rispetto all'anno precedente e, soprattutto, una notevole espansione dei flussi fuori dall'alta stagione". Ed il cambiamento più significativo riguarda proprio l'evoluzione della domanda. "Ci sono più italiani che scelgono la Tunisia tra gennaio e maggio e poi tra settembre e dicembre. È una clientela diversa da quella che cerca esclusivamente il mare: vuole scoprire il territorio, i siti culturali e i circuiti nell'entroterra".
Djerba, Hammamet e Mahdia guidano la domanda balneare
Sul fronte delle mete più richieste dagli italiani, il podio resta saldamente nelle mani delle località balneari. "Le destinazioni phare per il mercato italiano sono Djerba, Hammamet e Mahdia", evidenzia Jatlaoui. "Accanto a queste crescono però anche Tunisi, il deserto, Tataouine e Kairouan, scelte soprattutto da chi vuole vivere un'esperienza più autentica e culturale". Una tendenza che riflette il progressivo ampliamento dell'offerta venduta dagli operatori italiani e il crescente interesse verso prodotti diversi dal classico soggiorno mare.
Nel 2027 Tunisi sarà Capitale del Turismo Arabo
Tra gli appuntamenti destinati a caratterizzare il prossimo anno spicca il riconoscimento attribuito alla capitale tunisina."Nel 2027 Tunisi sarà Capitale del Turismo Arabo e questo porterà numerosi eventi e iniziative a partire da gennaio", sottolinea Jatlaoui. "Sarà sicuramente l'elemento distintivo del prossimo anno, accanto ai grandi festival che già fanno parte del calendario tunisino, come il Festival del Sahara di Douz, il Festival di Cartagine e quello jazz di Tabarka". Ma l'evento sul quale si concentrano le maggiori aspettative è un altro."Il 2 agosto 2027 ci sarà un'eclissi solare totale e la Tunisia si trova in una posizione privilegiata per l'osservazione", spiega il direttore. "Stiamo già ricevendo richieste e prenotazioni. È un fenomeno rarissimo, che si verifica una volta ogni cento anni, e crediamo possa diventare il principale evento turistico dell'anno".
Formazione trade, co-marketing e focus Mice
Il rapporto con la distribuzione organizzata resta centrale nella strategia dell'Ente."Continuiamo a realizzare attività di co-marketing con i tour operator e organizziamo eventi dedicati al trade in città come Napoli e Palermo", afferma Jatlaoui. "Nel corso del prossimo anno prevediamo anche iniziative a Milano dedicate al segmento Mice".Tra le novità più recenti dell'offerta tunisina figura inoltre il riconoscimento internazionale di Sidi Bou Said. "Dopo Djerba, anche Sidi Bou Said è entrata nel patrimonio dell'umanità. È una novità molto importante per il 2026 e rappresenta un ulteriore elemento di attrazione per il mercato italiano".
Dahar e sostenibilità, cresce l'interesse per le esperienze autentiche
Riflettori puntati anche su Dahar, area montuosa nel sud del Paese: "E' un'aria che rientra tra le 100 destinazioni sostenibili al mondo", racconta Jatlaoui. "È una regione che propone un turismo più lento, a contatto con le comunità locali e con paesaggi unici. Molti viaggiatori stanno iniziando a richiederla". Facilmente raggiungibile da Djerba, il Dahar si inserisce nella strategia di diversificazione della destinazione e nella valorizzazione delle aree interne.
Aerei: cresce la connettività con l'Italia
Sul fronte dell'accessibilità, il direttore dell'Ente evidenzia il rafforzamento dei collegamenti. "Oltre ai tradizionali voli da Roma, Milano, Venezia e Bologna, registriamo collegamenti dal Sud Italia come Napoli, Palermo e Catania" spiega. "Anche le compagnie stanno ampliando l'operativo sull'Italia, con un incremento delle frequenze soprattutto su Milano". Per quanto riguarda la geografia della domanda, il bacino principale continua a essere il Nord Italia. "Circa il 70% dei visitatori italiani proviene dal Nord e dal Centro Italia", osserva Jatlaoui. "Il Sud presenta ancora margini di crescita anche per una questione di capacità aerea disponibile". La distribuzione organizzata mantiene un ruolo dominante nelle prenotazioni. "La maggior parte degli italiani continua a raggiungere la Tunisia attraverso i tour operator", rimarca il direttore. "Esistono naturalmente anche viaggiatori indipendenti, ma il trade resta il principale canale di commercializzazione della destinazione".
Dalla gastronomia al wellness: i prodotti ancora da scoprire
Tanti ancora i diversi segmenti con ampie potenzialità sul mercato italiano."I circuiti gastronomici rappresentano un prodotto ancora poco conosciuto ma molto interessante", afferma. "Si possono vivere esperienze autentiche tra mercati locali, tradizioni culinarie e territori poco esplorati". Spazio anche al benessere. "La Tunisia è una destinazione ideale per la talassoterapia e per i weekend lunghi dedicati al wellness. Disponiamo di centri specializzati lungo tutta la costa e di strutture che offrono un eccellente rapporto qualità-prezzo".Tra i prodotti emergenti figurano inoltre il trekking nel deserto, il turismo sportivo e il golf. "Sempre più gruppi scelgono la Tunisia per ritiri sportivi e tornei golfistici. È un segmento sul quale stiamo lavorando attivamente insieme ai partner locali".
Sicurezza e ospitalità tra i punti di forza della destinazione
In un contesto internazionale complesso, l'Ente continua a puntare sul messaggio della vicinanza e dell'affidabilità del Paese. "La Tunisia rimane una destinazione vicina e sicura", conclude Jatlaoui. "È una meta dove gli italiani si sentono a proprio agio: la lingua italiana è molto diffusa, l'accoglienza è eccellente e le strutture offrono standard qualitativi elevati".
Giuseppe Focone