Turismo accessibile, vale 5,3 miliardi di euro di valore aggiunto diretto
Il turismo accessibile genera 9,8 miliardi di euro di impatto economico in Italia. Il Rapporto IsITT 2026 analizza imprese, investimenti e innovazione.
Il turismo accessibile si conferma una componente sempre più rilevante per l’economia e la competitività del sistema turistico italiano. Con circa 9 milioni di arrivi, 38,6 milioni di presenze e un valore aggiunto diretto stimato in 5,3 miliardi di euro, che raggiunge i 9,8 miliardi considerando l’impatto economico complessivo, l’accessibilità non rappresenta più soltanto un segmento specialistico dell’offerta, ma una leva strategica di sviluppo, innovazione e qualità dell’accoglienza. È quanto emerge dal Rapporto IsITT sul turismo accessibile 2026 – Dati, innovazione e nuove traiettorie, realizzato con il contributo di Fondazione CRT e presentato al TTG Travel Experience di Rimini che offre una lettura aggiornata del settore attraverso l’integrazione di dati economici, analisi delle imprese e approfondimenti sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
Uno dei risultati più significativi del Rapporto riguarda il cambiamento nell’approccio delle imprese al turismo accessibile. Il confronto tra il 2025 e il 2026 evidenzia infatti il passaggio da un interesse diffuso a una maggiore selettività, accompagnata però da un rafforzamento degli investimenti da parte delle aziende più impegnate. La quota di strutture ancora in fase di valutazione cresce dal 9,5% al 21,1%, mentre diminuisce quella delle imprese già attive o impegnate in percorsi di investimento.
Parallelamente, tra le aziende orientate all’accessibilità, la percentuale di chi ha investito negli ultimi tre anni sale dal 79,6% all’84,5%, mentre quella di chi prevede nuovi investimenti nel prossimo triennio passa dal 67,5% al 74,2%. Un segnale che racconta un mercato in fase di maturazione: diminuisce l’interesse generico, ma aumenta la determinazione di chi riconosce nell’accessibilità un fattore concreto di competitività, differenziazione e miglioramento della qualità dei servizi.
Le imprese più orientate all’accessibilità mostrano inoltre una maggiore attenzione alla formazione del personale, alla digitalizzazione, all’organizzazione dei servizi e all’integrazione con il territorio.
Anche sul fronte tecnologico emerge un cambiamento di prospettiva: l’intelligenza artificiale mantiene sostanzialmente stabile il proprio livello di interesse, mentre arretrano alcune tecnologie percepite come meno immediatamente utilizzabili. La tecnologia si conferma dunque un fattore abilitante, ma non una risposta automatica ai bisogni di accessibilità. Dalla qualità e dall’aggiornamento delle informazioni all’interoperabilità delle piattaforme, dalla possibilità di prenotare in autonomia alla mobilità e ai sistemi di orientamento, il vero valore dell’innovazione risiede nella sua capacità di migliorare concretamente l’esperienza di viaggio.
Tra i messaggi centrali del Rapporto emerge anche la necessità di superare una concezione dell’accessibilità limitata all’eliminazione delle barriere architettoniche. Un turismo realmente accessibile richiede infatti una continuità dell’esperienza lungo tutta la catena del viaggio: dalla ricerca delle informazioni alla prenotazione, dai trasporti all’accoglienza, dalla fruizione dei servizi alla scoperta delle destinazioni. Restano tuttavia alcune criticità strutturali: la frammentazione delle informazioni, la distanza tra accessibilità dichiarata e accessibilità effettivamente verificabile, la discontinuità dei servizi, la necessità di competenze diffuse e la difficoltà di trasformare le innovazioni sperimentali in soluzioni adottate su larga scala. Per affrontare queste sfide, il Rapporto richiama l'importanza di una governance più integrata delle destinazioni, capace di mettere in relazione operatori turistici, istituzioni, tecnologie, infrastrutture e bisogni dei viaggiatori. Il quadro delineato dal Rapporto restituisce così l’immagine di un settore in evoluzione, nel quale la crescita economica si accompagna a una progressiva maturazione delle strategie imprenditoriali e a una domanda di innovazione sempre più orientata ai risultati. Conoscere e misurare il turismo accessibile diventa quindi il primo passo per costruire un’offerta più inclusiva, competitiva e sostenibile, capace di rispondere alle esigenze di pubblici differenti e di generare valore per l’intero comparto turistico italiano.