Immagine di sfondo della pagina Turismo diffuso, Airbnb e TEHA Group: 836 milioni di euro nei piccoli comuni italiani e donazione da 1,5 milioni ad ANCI
17 giugno 2026

Secondo lo studio, nel 2025 la piattaforma ha generato nei piccoli comuni italiani un impatto economico complessivo pari a 836 milioni di euro e circa 4.600 posti di lavoro, grazie alla spesa diretta degli ospiti e ai relativi effetti moltiplicatori su ristorazione, commercio e trasporti.

Il report evidenzia come il patrimonio culturale italiano sia fortemente distribuito sul territorio, ma spesso in aree caratterizzate da una capacità ricettiva limitata. In questo contesto, l’home-sharing viene descritto come un’infrastruttura di accesso che consente di rendere fruibili destinazioni altrimenti poco servite dall’offerta alberghiera tradizionale.

“Airbnb è presente nel 75% dei piccoli comuni e in un terzo dei casi rappresenta l’unica possibilità di soggiorno”, si legge nell’analisi, che sottolinea come solo la metà dei comuni sotto i 30 mila abitanti disponga di strutture alberghiere.

Nel dettaglio, gli ospiti della piattaforma nei piccoli centri hanno generato nel 2025 circa 346 milioni di euro di spesa diretta, con una quota rilevante destinata a ristorazione, shopping e trasporti. Attraverso gli effetti indiretti, il valore complessivo attivato sale a 836 milioni di euro.

Lo studio segnala inoltre che il 79% degli arrivi Airbnb nei piccoli comuni è rappresentato da turisti internazionali, con una quota superiore alla media nazionale, e che in 688 comunità con attrattori culturali rilevanti – tra siti UNESCO, borghi storici e parchi archeologici – l’alloggio su Airbnb costituisce spesso l’unica opzione ricettiva disponibile.

Parallelamente alla presentazione del rapporto, Airbnb ha annunciato una donazione complessiva di 1,5 milioni di euro in tre anni all’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI). Le risorse confluiranno in un fondo destinato allo sviluppo turistico e alla valorizzazione del patrimonio rurale dei piccoli e medi comuni, con interventi a sostegno di imprese locali, associazioni culturali e iniziative di promozione territoriale.

“L’Italia possiede il patrimonio culturale più ricco del mondo, e merita di essere vissuta appieno: non solo a Roma, Firenze o Venezia”, ha dichiarato Matteo Sarzana, Country Manager di Airbnb Italia. “Questo rapporto conferma ciò in cui abbiamo sempre creduto: che il turismo, se ben distribuito, è uno strumento di sviluppo locale”. Per ANCI, il turismo diffuso rappresenta una leva per contrastare lo spopolamento e attivare nuove economie nei territori interni. “I dati dimostrano che il turismo diffuso è un potente strumento di sviluppo”, ha dichiarato il presidente Gaetano Manfredi, sottolineando il ruolo dell’home-sharing nel sostenere comunità e microimprese locali.

Lo studio conferma infine la forte concentrazione dei flussi turistici in un numero limitato di destinazioni: il 32% dei visitatori si concentra nei primi 20 comuni italiani, mentre l’80% delle province intercetta solo il 36% dei flussi complessivi, evidenziando un sistema ancora sbilanciato a livello territoriale.

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