Vacanze sulla neve, 9,1 milioni di italiani scelgono le piste: giro d’affari da 6,7 miliardi
Neve protagonista nel primo trimestre 2026: cresce la settimana bianca, aumentano le fughe brevi e il settore consolida i livelli pre-pandemia con il traino di Milano Cortina 2026.
La montagna invernale si conferma una delle principali scelte di viaggio degli italiani. Nel trimestre gennaio-marzo 2026 sono 9,1 milioni coloro che hanno scelto o sceglieranno una vacanza sulla neve. Di questi, 6,4 milioni hanno optato per la settimana bianca – 700mila aggiungendo uno o più weekend – mentre 2,7 milioni si concederanno esclusivamente una fuga breve. Il movimento complessivo genererà 13 milioni di arrivi e un giro d’affari stimato in 6,7 miliardi di euro.
È quanto emerge dall’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, che fotografa una stagione in crescita e una domanda articolata tra soggiorni strutturati e formule brevi, più flessibili nella gestione di budget e calendario.
“Il quadro della nostra indagine configura uno scenario variegato – ha commentato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – Innanzitutto rivela una stagione invernale in crescita, elemento che rafforza il senso di solidità del nostro settore. Ma vediamo anche una domanda che si esprime in due direzioni: da una parte verso l’esperienza più completa della settimana bianca, dall’altro verso la fruizione della montagna a misura di week end, una scelta più flessibile per la gestione del budget ed anche del calendario delle partenze”.
“Sono certo che – ha aggiunto Bocca – nel contesto generale, l’evento delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026abbia rappresentato un plus, incentivando in modo indiretto le intenzioni di viaggio degli italiani e rendendo ancor più vivo l’interesse per le nostre montagne”.
Destinazioni e spesa: Nord in testa
Per la settimana bianca, il 75% degli italiani sceglie il Nord, il 21,2% il Centro-Sud e solo il 3,8% l’estero. Piemonte, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Valle d’Aosta e Veneto sono le regioni più frequentate.
La spesa media pro capite per una settimana sulla neve è pari a 706 euro, comprensiva di trasporto, alloggio, ristorazione, impianti, corsi di sci e intrattenimento. Il budget si distribuisce lungo tutta la filiera: 28,8% ai pasti, 27,6% al pernottamento, 20% ai trasporti, 9,6% allo shopping e 14% ad altre spese.
L’albergo o villaggio turistico resta la soluzione preferita (28,4%), seguito da B&B (21,5%) e dalla casa di parenti o amici (15,6%). La prenotazione avviene con largo anticipo: il 69,2% blocca il soggiorno fino a un mese prima della partenza.
Le motivazioni principali nella scelta della località sono le bellezze naturali (71%), i divertimenti offerti (24,5%), la raggiungibilità (22,8%) e la consuetudine con la destinazione (20,5%). Relax (20%) e attività sportiva (17,2%) completano il quadro.
Tra chi rinuncia alla vacanza sulla neve, il 52,4% indica la mancanza di disponibilità economiche e il 19,2% l’aumento del costo della vita. “Purtroppo non possiamo trascurare il dato di coloro per i quali l’aumento del costo della vita ha costituito un deterrente – ha concluso Bocca – Molti si sono visti costretti a rinunciare o a ridurre le proprie aspettative, tagliando gli extra e scegliendo soluzioni più economiche”.
Weekend in crescita e domanda di prossimità
Per i 2,7 milioni che optano solo per il fine settimana, le mete di prossimità acquistano peso: il 34,6% sceglie il Centro-Sud, pur restando il Nord in testa con il 65,3%. La spesa media è di 315 euro pro capite, così ripartita: 25,9% pasti, 23,8% pernottamento, 18,6% viaggio, 7,4% shopping e 24,3% altre spese.
Cinque profili per un mercato maturo
L’universo degli adulti che scelgono la neve è stimato in 6,2 milioni di persone. L’analisi individua cinque macro-profili:
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Custodi della tradizione bianca (32%): segmento stabile, tra 35 e 60 anni, classe media consolidata, permanenze di 5-7 notti, fedeltà alla struttura e attenzione al rapporto qualità/prezzo.
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Famiglie generative (23%): adulti 30-45 anni con figli, focus su sicurezza e scuole sci, elevata sensibilità al prezzo finale.
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Metropolitani della fuga breve (18%): 25-45 anni, residenti in grandi città, consumo concentrato su pochi giorni, maggiore apertura al last minute.
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Puristi della pista (15%): orientamento sportivo, attenzione a qualità delle piste e impianti, investimento prioritario in skipass e attrezzatura.
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Esteti dell’alta quota (12%): reddito medio-alto, ricerca di esclusività, design e benessere, alta propensione alla spesa.
L’indagine è stata condotta tra il 16 e il 23 febbraio su un campione probabilistico di 4.000 italiani maggiorenni, rappresentativo della popolazione residente, con un margine di errore del ±1,5%. Rispetto alla precedente rilevazione legata ai Giochi di Milano Cortina, il periodo analizzato copre l’intero primo trimestre e include anche i minorenni nel computo complessivo dei flussi.