Veratour rafforza il prodotto e punta sul trade: il 95% delle vendite passa dalle agenzie
Veratour chiude il 2025 come miglior anno di sempre e guarda al 2026 tra crescita, nuove aperture e incognite geopolitiche che pesano sull’estate.
Il 2025 si chiude come l’anno più bello e importante per Veratour. A dirlo è Stefano Pompili, amministratore delegato del tour operator, che rivendica la solidità di un modello costruito negli anni e capace di resistere anche agli shock più violenti del settore. "Il turismo è incomprimibile perché nonostante tutto è un settore che riparte sempre più forte", sottolinea Pompili. "Nel 1990, quando l’azienda è nata, ci siamo trovati con il turismo fermo per la guerra del Golfo. Poi il settore è ripartito. Lo stesso è accaduto nel 2001 con la caduta delle Torri Gemelle e così in altre occasioni". Un’esperienza che ha insegnato al gruppo a gestire le crisi con lucidità: "Abbiamo imparato a farlo con estrema tranquillità perché Veratour ha un ventaglio di offerta così importante che, se un’area va meno bene, ce ne sono altre percepite come sicure".
Oggi, però, la crisi in Medio Oriente torna a mettere pressione sul comparto ponendo una grossa incognita sulla stagione estiva. La convinzione che la situazione attuale si risolverà è ferma, il dubbio è entro quando. E secondo Stefano Pompili, è questa la variabile cruciale. "Se il conflitto si chiude entro fine aprile, la stagione estiva, che per noi è il momento più importante pesando per quasi il 70%, è salva. Si andasse oltre maggio, le perdite sarebbero inevitabili e non solo nel turismo", chiosa.
Numeri record e marginalità sopra la media
I dati confermano la crescita: dal 2022 al 2025 il fatturato è passato da 180,950 milioni a 264,995 milioni di euro. L’Ebit è aumentato da 9,5 milioni a 21,9 milioni, con circa 1 milione di proventi/oneri finanziari che portano a un EBT di 23,1 milioni nel 2025. Il risultato è un margine netto del 9% sul fatturato, "più del doppio della media di mercato". Quello del 2025 sarà inoltre il 36° bilancio in utile per Veratour che, anche durante pandemia, è riuscito a reinventarsi e restare a galla.
Geografia delle vendite: Egitto leader, Asia in difficoltà
Nel 2025 l’Egitto si è confermata la destinazione più richiesta con il 28% delle preferenze da parte dei viaggiatori, seguito dal lungo raggio charter (24%), con l’Africa subsahariana in forte crescita. L’Italia pesa per il 18%, mentre Canarie e Capo Verde raggiungono il 10%, e Grecia-Baleari-Cipro il 9%. La Tunisia si attesta al 4%. Più complessa la situazione del lungo raggio tailor made, che soffre soprattutto sull’Asia (7%): "Le compagnie aeree stanno lavorando a singhiozzo e volare verso est è aumentato di 3-4 volte rispetto a qualche mese fa".
2026: cambia la mappa, Tunisia in testa
Il 2026 si apre con uno scenario in evoluzione. I dati raccolti al 24 marzo 2026 parlano di un volume d’affari di 125milioni di euro, perfettamente in linea con la medesima data del 2025. "Se avessimo fatto i calcoli al 28 febbraio saremmo stati avanti dell’8% rispetto allo scorso anno", puntualizza l'Ad. "Oggi c’è una mappatura del mondo diversa rispetto a un mese fa".
La Tunisia si sta rivelando la più scelta dagli italiani con un +21% rispetto al 2025, tra i trend segue l'Italia +16%, Canarie e Capo Verde +12%, mentre l’Egitto segna un -8% penalizzato dalla percezione di incertezza dei consumatori, anche se il t.o. resta fiducioso aspettandosi un miglioramento.
Estate appesa alla geopolitica
Le previsioni di Veratour per l'anno in corso e per il 2027 parlano di un fatturato stimato pari a 285 milioni di euro nel 2026 e 310 milioni di euro nel 2027, ma - come ha rivelato Pompili - erano state formulate prima dello scoppio della guerra. "Tra circa un mese capiremo se questi risultati saranno fattibili o meno", precisa.
Il ruolo centrale delle agenzie
Il modello Veratour resta fortemente ancorato al trade: il 95% delle vendite passa infatti dalle agenzie di viaggio. "Siamo cresciuti con le adv, sono quelle che hanno creduto in noi fin dall’inizio. È un legame molto forte creato 35 anni fa". Solo il 5% dei clienti arriva direttamente dal contact center, un pubblico che però è diverso rispetto a quello delle adv, un cliente che vuole dialogare direttamente con la casa madre. Le agenzie VeraStore, che sono 1.500, generano l’85% delle vendite. Interessante è anche la definizione del cliente tipo Veratour, un'audience composta per l’85% da famiglie e coppie, mentre l’8% è rappresentato da gruppi incentive. Il 75% prenota con almeno 60 giorni di anticipo, ma nel 2026 "arriveremo un po’ tardi", con maggio che potrebbe diventare il mese più forte. Il dato più rilevante resta la fidelizzazione: il 43% dei clienti è repeater e il tasso di soddisfazione raggiunge il 97%. "Per noi è straordinario e vuol dire che stiamo lavorando bene", commenta Pompili. I driver della scelta sono chiari: "Brand, qualità del prodotto, experience e prezzo, in quest’ordine".
Prodotto e novità 2026: focus su mare e format firmato Veratour
Sul fronte prodotto, Daniele Pompili, Ad del t.o., conferma la centralità dell’Egitto: "Ha sofferto tante crisi ma è sempre ripartito. Gli italiani amano il Mar Rosso e aspettano che la situazione migliori per tornare a prenotare".
Le novità per l’estate 2026 includono: Zanzibar, con un nuovo 5 stelle all inclusive in apertura a giugno (Experience Veraclub Anaya), una seconda struttura a Rodi (Veraclub Afandou Bay Village), Fuerteventura con il Veratour Jandia. E ancora la Turchia con il Veraclub Yasmin Bodrum, e l'Egitto che vedrà l'arrivo di due strutture a Marsa Alam (Veraclub Vita Resort ed Experience Veraclub Utopia Blue Resort) e una a Marsa Matrouh (Veraclub Jaz Tamerina), attualmente in difficoltà ma con prospettive positive nel medio-lungo periodo.
Il modello Veratour: controllo e identità
La selezione del prodotto parte dalla location: "Mare e spiaggia sono fondamentali", rimarca Pompili. Poi entrano in gioco animazione, sport e miniclub che - se mancano - "investiamo noi per realizzarli". Gli standard sono 4-5 stelle, per una clientela sempre più medio-alta. Il presidio diretto è un altro pilastro: nel 2026 saranno operativi 700 animatori, 80 cuochi all’estero e 100 assistenti. L'obiettivo? "Vogliamo far sentire il cliente a casa".
Attualmente, per future aperture, Veratour procede con uno scouting in Italia, Caraibi, Egitto e Grecia, mantenendo una logica selettiva: massimo 1-2 strutture per destinazione, con l’eccezione dell’Egitto.
Strategia: continuità e adattamento
Nonostante il contesto, Veratour conferma la programmazione definita prima della crisi in Medio Oriente, ma con un maggiore focus sull’Italia. Una scelta coerente con il momento: mantenere la rotta, ma adattare il peso delle destinazioni in base alla percezione di sicurezza e alla domanda.
Gaia Guarino