Immagine di sfondo della pagina “Testimonianze” by Boscolo: quando il viaggio diventa racconto
01 aprile 2026

A distanza di giorni, ciò che resta davvero della tappa romana di “Testimonianze” non è soltanto il ricordo di un incontro riuscito, ma la forza di un’idea. Perché “Testimonianze” non è un semplice ciclo di appuntamenti con un ospite, ma un format costruito su una convinzione precisa: il viaggio può essere raccontato anche in modo indiretto, attraverso lo sguardo di personalità capaci di leggerlo da prospettive insolite e autorevoli. L’idea, in fondo, è tanto semplice quanto efficace: non si parte da una destinazione, ma da un punto di vista. È lo sguardo dell’ospite a costruire il racconto e a guidare il pubblico dentro un modo di osservare la realtà. Così, più che scoprire un luogo, si entra nelle esperienze, nelle competenze e nella sensibilità di chi lo interpreta, trasformando il viaggio in un racconto più ampio: un intreccio di significati, connessioni e prospettive. In questo modo, i viaggi che Boscolo conosce bene e costruisce da sempre, si mettono in relazione con altri viaggi: quelli della conoscenza, della memoria, dell’immaginazione, della scoperta.
Sul palco, insieme a Salvatore Sicuso, direttore commerciale Boscolo, c’era Massimo Polidoro: scrittore, divulgatore scientifico, allievo di Piero Angela e cofondatore del CICAP. Un ospite capace di unire rigore e leggerezza, metodo e meraviglia, esperienza e racconto. Ed è proprio in questo equilibrio che la serata ha trovato il suo valore più autentico. Fin dalle prime battute è emerso un punto centrale: fare divulgazione scientifica significa, prima di tutto, essere mossi da una curiosità profonda. Non si tratta soltanto di trasmettere contenuti, ma di studiare, comprendere e poi restituire ciò che si è appreso in una forma accessibile, chiara, coinvolgente. In questo senso, la divulgazione non è mai una semplificazione: è un atto di rispetto verso il pubblico.
È un principio che si ritrova, in modo sorprendentemente diretto, anche nel turismo. Conoscere una destinazione non basta: serve la capacità di raccontarla, di renderla leggibile, interessante, desiderabile. In altre parole, di darle senso.

Le destinazioni come narrazione


Il cuore dell’incontro è stato il viaggio. O meglio: i viaggi. Il Giappone del Triangolo del Drago, la Cina degli agnelli vegetali, la Gran Bretagna magnetica di Stonehenge: tre luoghi raccontati attraverso leggende e narrazioni che li accompagnano da secoli.
Polidoro ha accompagnato il pubblico dentro alcuni dei misteri più affascinanti raccontati nei suoi libri, mostrando con chiarezza come nascono molte narrazioni: errori ripetuti, suggestioni amplificate, racconti mai verificati, a volte vere e proprie invenzioni. E come solo un lavoro paziente di analisi e verifica permetta di riportarle alla loro dimensione reale. Eppure, è proprio qui che emerge il punto più interessante: questo processo non riduce il fascino dei luoghi, lo trasforma. Il mistero non scompare, ma si sposta. Diventa più profondo, più consapevole, più autentico.
In questo senso, Polidoro si rivela un ospite ideale per Boscolo. Perché il suo modo di raccontare le destinazioni non è mai superficiale o descrittivo, ma profondamente culturale. I luoghi diventano testi da leggere, archivi di storie, spazi in cui si intrecciano immaginazione e realtà. Ne deriva un racconto che non semplifica il mondo, ma lo organizza. E proprio per questo lo rende più forte anche dal punto di vista turistico: più raccontabile, più memorabile, più desiderabile.

Dal racconto al prodotto

La parte finale della serata ha riportato Giappone, Cina e Regno Unito dentro l’offerta Boscolo. Ma non come un passaggio separato: come una naturale prosecuzione del racconto. I riferimenti ai tour, alle differenze di programmazione e alle specificità operative si inserivano infatti in un quadro già costruito, dove le destinazioni avevano acquisito senso e profondità. Anche le indicazioni più concrete - come la gestione delle aspettative o la costruzione dell’esperienza - trovavano una collocazione coerente. Sul Giappone, Boscolo ha ribadito una programmazione articolata su tre tour — Il Sogno, Il Classico e Il Grand Tour — pensati per coprire, con livelli diversi di approfondimento, le aree chiave della destinazione: Tokyo, Kyoto, Hiroshima, Kanazawa e le Alpi giapponesi.
Sulla Cina emergono oggi due forti driver di domanda: da un lato il ritorno di interesse per i panda, dall’altro il richiamo visivo dei paesaggi resi iconici dall’immaginario cinematografico contemporaneo.
Quanto alla Gran Bretagna, Boscolo conferma una posizione consolidata come principale DMC europeo sulla destinazione, con un’offerta ampia e articolata: da Londra a York, dai giardini del Kent alla Cornovaglia, fino agli itinerari più esperienziali.
Tra le novità, spicca la collaborazione con WWF Travel, che introduce viaggi costruiti attorno all’osservazione di specie simbolo nei loro habitat naturali: tigri in India, orche in Norvegia, balene alle Azzorre, giaguari nel Pantanal, fino ai nuovi programmi africani tra Tanzania, Namibia e Zambia. Esperienze pensate per un pubblico consapevole, in cui l’osservazione diventa il centro del viaggio. Accanto a questi, i nuovi Active Tours propongono itinerari che combinano scoperta e attività fisica accessibile, mentre i viaggi fotografici sviluppati con Nikon School Exclusive Experience e FotoVideoAcademy Italia affiancano all’esperienza di viaggio momenti di formazione fotografica sul campo.

R.D.A.

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