Immagine di sfondo della pagina Le Cheminee Business hotel: 4 stelle per l' area orientale
19 dicembre 2005

In via della Stadera a Poggioreale, si aprono le porte de Le Cheminée Business Hotel, albergo di categoria quattro stelle della società Palace Hotel (Famiglia Palladino) che dispone di 43 camere e un Centro Congressi con sale di capacità da 15 a 300 persone. L’hotel nasce dal recupero degli spazi che ospitavano l’antica fabbrica di ceramiche “Stingo” sorta a Napoli all’inizio del ‘900. Completamente ristrutturato, il vecchio sito industriale è oggi un elegante e raffinato albergo al quale è stato dato il nome di “Le Cheminée Business Hotel”, prendendo spunto proprio dalla sua ciminiera, che ancora oggi maestosa si erge verso il cielo dando un nuovo significato a quella che un tempo, come fabbrica di ceramiche, dava lustro al “Palazzo”. Le Cheminée Business Hotel si propone con una vasta gamma di servizi qualificati, fra cui una esclusiva enoteca in una sala interna che ospiterà un percorso di prodotti enogastronomici per raccontare alla clientela le caratteristiche e le tradizioni della nostra terra. L’albergo è diretto da Francesco Paesano, professionista esemplare che vanta una carriera trentennale vissuta nelle più importanti aziende alberghiere cittadine; alla direzione commerciale è Adele Di Mauro, manager di spiccate capacità professionali maturate in prestigiosi alberghi della regione Campania. La presenza di un albergo di qualità come Le Cheminée Business Hotel in un’area periferica della città e comunque in un punto del territorio nevralgico dal punto di vista economico e commerciale, rappresenta un segno la fiducia della Palace Hotel nelle prospettive di sviluppo dell’area orientale di Napoli. “L’auspicio è che Le Cheminée Business Hotel possa rappresentare un punto di riferimento per quanti intendono investire sul territorio dove siamo presenti – dichiara Salvatore Palladino, amministratore della Palace Hotel - e che grazie alla nostra presenza possano nascere opportunità di miglioramento e, perché no, investimento anche per l’indotto locale. Non a caso abbiamo già allacciato rapporti di collaborazione con gli operatori turistici locali, soprattutto dell’area vesuviana, per mettere a punto un nutrito carnet di servizi per la clientela, sia per quanto riguarda l’offerta culturale che enogastronomica”.

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