Affitti brevi per turismo, una risoluzione di M5S per combattere il sommerso
“Emersione del sommerso che porta più risorse all’erario e ritorno alla sana concorrenza e all’equilibrio del mercato nell’accoglienza turistica. La nostra risoluzione in commissione sugli affitti brevi di alloggi e stanze delinea una riforma a costo zero che può portare all’erario fino a 100 milioni di euro”. E' quanto spiegano i deputati M5S in Commissione Finanze.
“Emersione del sommerso che porta più risorse all’erario e ritorno alla sana concorrenza e all’equilibrio del mercato nell’accoglienza turistica. La nostra risoluzione in commissione sugli affitti brevi di alloggi e stanze delinea una riforma a costo zero che può portare all’erario fino a 100 milioni di euro”. E' quanto spiegano i deputati M5S in Commissione Finanze.
“Il fenomeno dell’affitto breve sta diventando un aspetto importante nell’ambito della nostra ricettività turistica - aggiungono - Da una parte, infatti, offre un’occasione di risparmio sul soggiorno ai visitatori, dall’altra concede una boccata d’ossigeno a molti proprietari di case o di stanze libere alle prese con la crisi e con la pesante tassazione sugli immobili”.
“Nel 2012 l'Istat ha calcolato 9 milioni di presenze turistiche in Italia grazie a questo tipo di locazione. Attualmente diverse piattaforme internet facilitano l'incontro della domanda e dell'offerta. Pensiamo ad esempio ai pionieri californiani di AirBnB (www.airbnb.it) o al gruppo Home Away (www.homelidays.it). Risulta però altrettanto vero che i proprietari, essendo operatori in forma privata e non imprenditoriale, spesso spariscono al momento del pagamento dell'imposta, che tra l'altro è contenuta e pari, per questo tipo di locazione, alla cedolare secca. Ciò genera inoltre una forma di concorrenza sleale nei confronti dei competitor regolarmente tassati- osserva in particolare Daniele Pesco, primo firmatario della risoluzione.
“Il M5S spinge a favore delle semplificazioni fiscali vere e in questo caso, con la risoluzione sugli affitti brevi, propone che siano i siti internet intermediari a fare da sostituti d'imposta, trattenendo l’imposta e versandola allo Stato nel momento stesso della transazione. Per incentivare l’emersione - chiarisce Pesco - proponiamo di estendere a questo tipo di rapporti la cedolare secca al 10% che vale oggi per i canoni concordati. Se invece il contratto viene concluso direttamente dal proprietario, la nostra risoluzione prevede che siano banche e sportelli postali ad agire da sostituto di imposta. In tal modo avremmo una tassazione molto bassa, automatica ed efficiente. Infine proponiamo la messa a punto di una piattaforma online gestita dall’Agenzia delle entrate che consenta la liquidazione e il pagamento delle imposte dovute”.
“Si tratta - chiude il capogruppo pentastellato della commissione Finanze - di un'idea concreta del M5S in favore del settore turistico, con notevoli benefici per le casse dello Stato”.