Alaska Air Group chiude il 2025 in utile e accelera sull’integrazione con Hawaiian Airlines
Risultati oltre le attese, integrazione con Hawaiian Airlines completata e nuove rotte internazionali al centro della strategia 2026
Alaska Air Group ha chiuso il quarto trimestre e l’intero esercizio 2025 con risultati superiori alle attese e con un passo decisivo nel processo di integrazione con Hawaiian Airlines. Il gruppo ha infatti ottenuto il certificato operativo unico, diventando una sola compagnia agli occhi della Federal Aviation Administration (FAA), uno dei passaggi più rilevanti nella fusione tra i due vettori.
Nel quarto trimestre 2025, Alaska Air Group ha registrato un utile netto GAAP di 21 milioni di dollari, pari a 0,18 dollari per azione, mentre l’utile per azione adjusted si è attestato a 0,43 dollari, ben al di sopra della guidance precedente (circa 0,10 dollari). Il margine operativo adjusted del trimestre è stato dell’1,8%.
Sull’intero anno, l’utile netto GAAP è stato pari a 100 milioni di dollari (0,83 dollari per azione), mentre l’utile adjusted ha raggiunto 293 milioni di dollari, per 2,44 dollari per azione, con un margine pretax adjusted del 2,8%. Il gruppo ha inoltre generato 1,2 miliardi di dollari di flusso di cassa operativo nel 2025.
“Sentiamo che lo slancio sta accelerando nel 2026, mentre la combinazione Alaska–Hawaiian raggiunge la piena forza”, ha dichiarato Ben Minicucci, presidente e CEO di Alaska Air Group. “Abbiamo costruito una rete globale in espansione, migliorato l’esperienza premium e rafforzato Atmos Rewards, che mantiene da 11 anni il primato come miglior programma fedeltà negli Stati Uniti”.
Ricavi in crescita e focus sul controllo dei costi
I ricavi del quarto trimestre hanno raggiunto 3,6 miliardi di dollari, con un incremento del RASM dello 0,6% su base annua, nonostante un temporaneo rallentamento della domanda legato allo shutdown governativo di novembre. I viaggi corporate sono cresciuti del 9%, mentre i ricavi premium (+7%), cargo (+22%) e loyalty (+12%) hanno sostenuto la performance complessiva.
I costi unitari, esclusi carburante e voci straordinarie, sono aumentati solo dell’1,3%, meglio delle previsioni, segnalando una rinnovata attenzione alla disciplina sui costi. Il prezzo medio economico del carburante nel trimestre è stato di 2,57 dollari al gallone.
Nuove rotte e investimenti sulla flotta
Durante il trimestre, il gruppo ha avviato la vendita dei nuovi collegamenti internazionali da Seattle verso Londra e Roma, con i primi voli programmati per la primavera 2026. Sul fronte industriale, Alaska Air Group ha annunciato a gennaio 2026 il più grande ordine di aeromobili della sua storia, che comprende 105 Boeing 737-10, 5 Boeing 787 e opzioni per ulteriori 35 737-10. La flotta dovrebbe arrivare a 475 aeromobili entro il 2030 e superare i 550 entro il 2035.
Outlook 2026 prudente ma positivo
Per il primo trimestre 2026 il gruppo prevede una capacità in crescita dell’1–2% e una perdita per azione adjusted compresa tra -1,50 e -0,50 dollari, mentre per l’intero esercizio l’utile per azione è atteso tra 3,50 e 6,50 dollari. Le prenotazioni di inizio anno mostrano segnali incoraggianti, con alcuni dei migliori giorni di booking nella storia del gruppo e ricavi corporate in crescita del 20% nel primo trimestre.
In un contesto macroeconomico ancora incerto, Alaska Air Group punta a proseguire sul percorso delineato dal piano Alaska Accelerate, che prevede 10 dollari di utile per azione entro il 2027, sostenuti da circa 1 miliardo di dollari di profitto incrementale legato anche alle sinergie con Hawaiian Airlines.