Immagine di sfondo della pagina Aviazione UE, le compagnie: “Senza correttivi voli più cari e meno collegamenti”
19 marzo 2026

Più costi, meno rotte e tariffe in aumento. È lo scenario delineato dalle compagnie aeree europee, che da Bruxelles lanciano un avvertimento ai governi dell’Unione: senza un cambio di rotta nelle politiche del settore, la connettività del continente è destinata a ridursi.

A dirlo sono i vertici di Airlines for Europe, la principale associazione del comparto, che riunisce i maggiori vettori del continente. Il tema è al centro del confronto tra i leader europei riuniti nella capitale belga, mentre il settore si trova a fare i conti con una domanda in crescita e, allo stesso tempo, con un aumento significativo dei costi. Secondo Eurocontrol, il traffico aereo è atteso in aumento del 3% nel 2026. Un trend che conferma la centralità del trasporto aereo, con circa 800 milioni di passeggeri trasportati ogni anno dalle compagnie A4E verso oltre 2.700 destinazioni. Gli aerei volano quasi pieni, con tassi di riempimento che sfiorano il 90%.

Ma proprio questa crescita rischia di essere frenata. Dal 2014 a oggi, denunciano le compagnie, i costi regolatori sono triplicati, raggiungendo i 15,5 miliardi di euro annui, con una prospettiva di ulteriore aumento fino a 27,6 miliardi entro il 2030. Un peso che, secondo i vettori, si traduce direttamente sui prezzi dei biglietti e sulla sostenibilità economica delle rotte, soprattutto quelle meno redditizie.

Tra i principali nodi c’è il sistema europeo di scambio delle emissioni. Per Airlines for Europe, l’attuale meccanismo penalizza i voli intra-UE rispetto a quelli verso destinazioni extraeuropee. L’associazione chiede quindi un allineamento con il sistema globale CORSIA per evitare distorsioni competitive. Sul fronte della sostenibilità, le compagnie ribadiscono l’impegno verso i carburanti sostenibili, ma segnalano come i costi restino elevati e la disponibilità ancora limitata, in particolare per gli e-fuel. In questo contesto, il rischio è che gli obiettivi europei si traducano in un aumento dei costi per i passeggeri senza benefici immediati sul piano ambientale.

Non meno rilevante il tema della regolazione. La revisione del EU261, avvertono i vettori, potrebbe avere effetti diretti sui prezzi e sulla connettività. Un incremento dei costi operativi, spiegano, rischia di ridurre la domanda e colpire in particolare gli aeroporti regionali. A complicare il quadro c’è anche la gestione dello spazio aereo europeo, ancora frammentata e vulnerabile agli scioperi dei controllori di volo, con effetti a catena su rotte e operatività.

Il messaggio delle compagnie ai decisori politici è diretto: serve una nuova strategia europea per l’aviazione che rimetta al centro competitività e crescita. In caso contrario, avverte Airlines for Europe, il rischio è che l’Europa perda terreno rispetto ai concorrenti internazionali, con meno collegamenti e un trasporto aereo meno accessibile.

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