Bloomington e il Minnesota puntano sull’Italia: nuove rotte e mercati in crescita
Con l’apertura del volo diretto Delta da Roma a Minneapolis/St. Paul, la destinazione si prepara a rafforzare la propria attrattività internazionale, guardando a nuovi mercati come Balcani, Corea e Giappone.
Il Minnesota, Minneapolis/St. Paul e Bloomington sono nuovi spot per vedere un'America diversa. Che sia la prima volta che si mette piede in questa grande Nazione oppure la terza o quarta volta. Con Casey Kluver - Director of International & Domestic Travel di Bloomington - abbiamo parlato di tanti argomenti circa le attuali e future opportunità di sviluppo del turismo a livello nazionale e internazionale, ma sempre tenendo conto di quello che offre il contesto nel quale opera.
Bloomington come destinazione ha ricevuto manifestazioni di interesse da parte di nuovi mercati che precedentemente non avevate mai avuto?
Sì, qualcosa c'è stato, noi abbiamo visto un buon mix. Ma molto in questo ambito, specie per i mercati stranieri, si gioca sull'accoppiata felice di avere voli diretti da e per quelle destinazioni. Devo dire che abbiamo avuto contatti interessanti. Se devo citarli in sequenza di importanza come manifestazioni di interesse, dico con l'area dei Balcani, poi Seoul. Ci aggiungo anche il Giappone. Oltre ovviamente a Roma e Copenaghen e altre diverse opportunità.
Il Minnesota non è una destinazione molto conosciuta e stiamo lavorando tanto affinché diventi attrattiva e registri numeri sempre più grandi in futuro. In che modo lo facciamo? Portiamo persone qui in loco, in modo che siano in grado di raccontare a tanti altri quello che noi siamo e le opportunità che possiamo offrire nei diversi segmenti che abbiamo. Allo stesso modo stiamo cercando di stimolare, con le possibilità che abbiamo a disposizione, tutto l'ambito consumer al fine di renderci conosciuti e spingerli a visitarci per vedere quello che possediamo. Insomma, lavoriamo in diversi modi e ambiti per promuovere e renderci più conosciuti e attraenti.
Abbiamo parlato dei mercati esteri, sia nuovi che esistenti. Invece, qual è la situazione sul fronte del vostro mercato interno?
Sì, la nostra speranza è che aumenti ulteriormente. Noi crediamo che questa sia una destinazione non solo come finale, ma grazie al suo grande aeroporto di Minneapolis/St. Paul e alla sua opera di smistamento del traffico, esso ci porti quelle opportunità inespresse di quei visitatori che arrivano qui e poi proseguono verso il Great American West. Noi siamo una delle porte di accesso verso gli Stati che lo compongono e agli altri vicini. Insomma, raccogliere questo nuovo possibile traffico indiretto che ci porti beneficio nel transito di questi turisti. Noi siamo la porta anche di quei territori solcati dal fiume Mississippi. Noi siamo dove nasce questo fiume e poi continua verso sud. Ma abbiamo pure una parte dei Grandi Laghi americani. Quindi ci sono tante opportunità da sfruttare per visitare e vivere i nostri territori.
Quali nuove prospettive vede sempre in ambito turistico per Bloomington e per i territori e le culture di quest'area?
Credo che ci sia una fetta di turisti che possa venire a conoscere la nostra cultura, che spazia da Minneapolis/St. Paul, a ciò che ruota attorno al fiume Mississippi, alle migliaia di laghi, la natura, le piccole città e i nativi. Un riferimento sono i Dakota, ad esempio. Quali possono essere questi turisti? Potrebbero essere quelli alla prima volta negli USA che cercano o hanno un target specifico. Oppure quei repeaters nei viaggi verso questo Paese, i quali sono già passati da New York, Boston, Los Angeles e ora sono tentati di venire alla scoperta di queste zone, ancora un po' sconosciute, ma che hanno tanto da offrire anche sul piano di uno stile diverso e più rilassato rispetto a chi vive nelle grandi metropoli americane.
Marco Finelli