Caribbean Tourism Organization, svolta strategica: nasce il Tourism Supply Side Committee
CARICOM e CTO uniscono le forze per trattenere più valore economico nei Caraibi e rafforzare i legami tra turismo ed economia reale
Il Caribbean Tourism Organization (CTO) inaugura una nuova fase della politica turistica regionale con il lancio del Tourism Supply Side Committee, un organismo pensato per spostare il baricentro dello sviluppo turistico caraibico dalla logica degli arrivi alla capacità dell’area di produrre, integrare e trattenere valore economico. L’iniziativa, presentata durante Caribbean Week a New York, ha ricevuto il pieno sostegno del presidente di CARICOM e primo ministro di St. Kitts e Nevis, Dr. Terrance Drew, intervenuto in videocollegamento.
Drew ha definito il nuovo approccio “un passaggio necessario per garantire che la ricchezza generata dal turismo rimanga nei Caraibi”, sottolineando la necessità di rafforzare i legami tra il settore e l’economia reale: dall’imprenditoria locale alle comunità rurali, dalle PMI ai giovani, fino all’innovazione e all’integrazione regionale. “Il turismo deve creare ricchezza nei Caraibi e contribuire a mantenerla nei Caraibi”, ha affermato.
A guidare il comitato sarà il ministro del turismo della Giamaica, Edmund Bartlett, che ha parlato di un cambio di paradigma: non più un settore concentrato sulla domanda, ma un sistema capace di generare valore attraverso formazione, logistica, infrastrutture, digitalizzazione e partnership pubblico‑private. L’obiettivo è costruire un’economia turistica più integrata, con collegamenti più forti a agricoltura, manifattura, trasporti, tecnologia e industrie creative. “Il futuro del turismo caraibico deve essere definito non solo dalla resilienza, ma dalla trasformazione”, ha dichiarato.
Il presidente del CTO e ministro del turismo di Barbados, Ian Gooding‑Edghill, ha definito l’iniziativa una delle decisioni più rilevanti mai prese dall’organizzazione. Secondo il ministro, il nuovo modello permetterà di ridurre la dipendenza dalle importazioni, trattenere valuta estera, contenere l’inflazione e stimolare imprenditorialità e occupazione. La chiave, ha aggiunto, sarà un approccio basato sui dati e sulla collaborazione tra governi, settore privato e partner di sviluppo.
La segretaria generale del CTO, Dona Regis‑Prosper, ha evidenziato come il progetto rappresenti la concretizzazione di una strategia attesa da tempo: un turismo che funziona solo se affrontato in chiave regionale, con il brand “Caribbean” come elemento unificante. Tra le misure previste figurano la creazione di un hub logistico regionale, una banca del turismo, un piano pensionistico regionale per i lavoratori del settore e nuovi programmi di capacity building.
Dal settore privato è arrivato il sostegno del presidente della Caribbean Hotel and Tourism Association (CHTA), Sanovnik Destang, che ha definito il comitato “un acceleratore” per massimizzare il valore generato dal turismo per le popolazioni caraibiche. “La prossima fase non riguarda solo attrarre visitatori, ma massimizzare il valore che il turismo crea per i nostri cittadini”, ha affermato.
Il comitato, presieduto dalla Giamaica, riunisce 13 Stati membri del CTO — tra cui Anguilla, Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, BVI, Dominica, Grenada, St. Kitts e Nevis, Saint Lucia, St. Vincent e Grenadine e Turks and Caicos — e lavorerà in stretta collaborazione con CHTA e membri alleati. Il supporto dell’Inter-American Development Bank consentirà analisi di domanda e la definizione del quadro per l’hub logistico regionale, con prime deliverable previste per inizio 2027.