Immagine di sfondo della pagina Dalla bici al territorio: perché il cicloturismo "pedala" e cresce con rapidità
07 gennaio 2026

Il bisogno di rallentare e la ricerca di benessere influenzano oggi il modo in cui oggi scegliamo di viaggiare. È il desiderio di ritrovare il proprio tempo, di riempire lo sguardo con paesaggi attraversati senza fretta, di immergersi in esperienze che non si consumano ma si vivono. In questo cambiamento silenzioso, la bicicletta sta assumendo un ruolo sempre meno marginale e sempre più centrale.
Non è solo una questione di mobilità, né di sport. È una nuova idea di vacanza, capace di rispondere al desiderio di pause rigenerative, di contatto con l’ambiente e di autenticità. Intercetta, inoltre, un pubblico trasversale, muove economie locali e apre spazi inediti per il turismo contemporaneo. Il cicloturismo non è più una nicchia: è un indicatore di come stanno cambiando i comportamenti, le motivazioni di viaggio e, di conseguenza, i modelli di offerta.
Il 59° Rapporto Censis, infatti, fotografa con chiarezza un cambiamento culturale ormai strutturale: gli italiani cercano sempre più momenti di wellness, pause rigenerative, attività capaci di rallentare il ritmo e restituire valore al tempo libero. In questo scenario, la bicicletta diventa uno strumento concreto per interpretare la domanda di turismo slow, sostenibile e all’aria aperta.
I numeri confermano che non si tratta di una tendenza passeggera. Nel 2024, in Italia, si sono registrate 89 milioni di presenze cicloturistiche, con una crescita del +54% rispetto al 2023 e un impatto economico stimato in 9,8 miliardi di euro (fonte: Insart – Unioncamere). Dati che collocano il cicloturismo tra i comparti più dinamici del turismo nazionale e lo rendono una risposta credibile alle sfide di un settore sempre più orientato alla sostenibilità, all’inclusività e alla rigenerazione dei territori.

Un “salto” culturale prima ancora che economico


Il rafforzamento del cicloturismo si inserisce in un contesto europeo caratterizzato da un mercato delle biciclette complessivamente poco dinamico. Ma proprio questa apparente contraddizione aiuta a comprendere la portata del cambiamento in atto: si acquistano meno biciclette, ma si utilizzano di più. È il segnale di un mutamento della domanda, che privilegia l’esperienza rispetto al possesso.
Anche in Italia questa evoluzione è evidente. L’ultimo rapporto ISFORT sulla mobilità certifica un aumento dell’uso della bicicletta del 27% in un solo anno, un dato superato soltanto dalla crescita del cicloturismo. La bici entra così nella quotidianità e nel tempo libero degli italiani, rafforzando il legame tra mobilità dolce, benessere personale e fruizione turistica dei territori.

Il valore economico del cicloturismo

Dal punto di vista economico, il cicloturismo rappresenta oggi oltre il 10% del totale delle presenze turistiche in Italia. Già nel 2023 si contavano oltre 56 milioni di cicloturisti, con un valore economico superiore ai 5,5 miliardi di euro, in una traiettoria di crescita costante (fonte: Insart – Unioncamere). Un elemento particolarmente rilevante riguarda la spesa media del cicloturista, che risulta superiore alla media turistica nazionale per beni e servizi. Un aspetto che rafforza l’impatto sulle economie locali e sulle filiere del turismo sostenibile: ospitalità, ristorazione, servizi di accompagnamento, manutenzione, trasporto e accoglienza diffusa.

Vacanza attiva e nuove motivazioni di viaggio


A sostenere ulteriormente il cicloturismo è l’evoluzione delle motivazioni di scelta delle vacanze. Secondo i dati dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, nel 2024 la vacanza attiva ha motivato oltre un turista su quattro tra coloro che hanno trascorso un soggiorno in Italia. Questa tipologia di esperienza è salita al quinto posto nella graduatoria complessiva delle motivazioni, dopo cultura, bellezze naturalistiche, desiderio di relax e rapporto qualità-prezzo.
All’interno delle attività outdoor, dopo la montagna e il trekking, il cicloturismo si colloca tra le preferenze principali, confermando un interesse che va ben oltre la nicchia degli appassionati. Un dato che indica come il settore possa contare su condizioni favorevoli per crescere ulteriormente, intercettando pubblici diversi per età, provenienza e capacità di spesa.

Nuovi modelli di business e integrazioni settoriali

La crescita del cicloturismo è alimentata anche dalla sua capacità di intercettare opportunità generate dalle trasformazioni – o dalle crisi – di altri comparti turistici. Un esempio significativo arriva dall’estate 2025, quando il turismo balneare tradizionale ha registrato un calo di presenze. In Liguria, la flessione stimata è stata di circa -20% (fonte: Assobalneari, Federturismo Confindustria). Nello stesso periodo, la Ciclabile dei Fiori, lungo la costa tra Sanremo e Imperia, ha registrato un aumento dei passaggi e delle presenze, con effetti positivi su bar, hotel e servizi locali. Pur non potendo stabilire un rapporto diretto di causa-effetto, questo scenario suggerisce come l’integrazione di offerte legate alla bicicletta possa rappresentare un’opportunità concreta anche per settori consolidati come quello balneare.
Un altro ambito di sviluppo riguarda il rapporto tra cicloturismo, benessere e salute. Nella provincia di Padova, le strutture termali e l’Anello dei Colli Euganei stanno costruendo un sistema turistico integrato in cui la bicicletta diventa parte dell’offerta di salute, tempo libero e prevenzione. Un modello che rafforza il legame tra attività fisica moderata, paesaggio e qualità della vita.

Una leva strategica per i territori


Questi esempi mostrano come la bicicletta possa trasformarsi in un asset strategico per diversi modelli di business turistici. Ospitalità, ristorazione, eventi culturali e sportivi sono solo alcuni dei settori che possono beneficiare di un approccio integrato alla mobilità ciclabile.
Il cicloturismo non rappresenta più una semplice alternativa, ma una leva di sviluppo territoriale capace di generare valore economico, destagionalizzare i flussi e rispondere in modo concreto alle nuove esigenze del turismo contemporaneo.

L'appuntamento per il turismo a due ruote

Fiera del Cicloturismo a Padova dal 27 al 29 marzo 2026

Nella giornata di venerdì 27 marzo la Fiera del Cicloturismo ospiterà più di 40 tour operator internazionali che incontreranno gli espositori per la commercializzazione dei pacchetti cicloturistici italiani. "Far crescere il cicloturismo significa costruire un’economia più solida, diffusa e resiliente. La bici non è solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento di sviluppo economico che mette in moto territori, imprese e persone", dichiara Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo. "Il nostro obiettivo - conclude - è aiutare il settore a diventare più maturo, più competente e più sostenibile sotto ogni punto di vista. Lo faremo anche attraverso il rilascio di un agente di intelligenza artificiale addestrato per aiutare ciclisti più o meno esperti ad affrontare la propria prima o millesima vacanza in bicicletta".

G.G.

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