Esperienze in pillole: viaggi da sogno tra lusso esperienziale, autenticità e slow travel
Il viaggio da sogno cambia volto: meno ostentazione, più esperienze, autenticità, privacy e tempo per vivere davvero la destinazione.
Il viaggio da sogno cambia volto. Non è più necessariamente sinonimo di destinazioni lontane, strutture cinque stelle o servizi esclusivi, ma sempre più spesso coincide con la possibilità di vivere un’esperienza autentica, personalizzata e costruita intorno alle esigenze del viaggiatore. È quanto emerge dal nuovo appuntamento di Esperienze in pillole, dedicato proprio ai 'viaggi da sogno', che ha messo a confronto i punti di vista di quattro DMC attivi in destinazioni molto diverse: Ufuk Sozbir di Aldebaran Travel per la Turchia, Simona Bonetti di Mason’s Travel per Seychelles, Ana Isabel Alia di Mopane Game Safaris per Botswana e Namibia e Silvia Lopez di Mosa DMC per Belgio e Olanda.
Dal 'dove andare' al 'come sentirsi': cresce la ricerca di esperienze autentiche
Il primo elemento emerso dal confronto riguarda il cambiamento delle motivazioni che portano a scegliere un viaggio. Sempre più clienti cercano infatti esperienze lontane dalla massificazione, ritmi più lenti, contatto con la popolazione locale e la possibilità di vivere la destinazione in modo meno convenzionale. Per Silvia Lopez, questo si traduce soprattutto nella ricerca di itinerari più personalizzati e di luoghi meno affollati: "I nostri clienti cercano sempre più viaggi in luoghi meno massificati e itinerari su misura, dove sia possibile anche disconnettersi. Cercano un modo diverso di viaggiare, senza tempi troppo stretti, per avere più tempo per godersi le giornate e le attività. Questa tendenza la vediamo sia nei gruppi senior sia nelle famiglie e nei gruppi leisure". Anche alle Seychelles, secondo Simona Bonetti, la richiesta va oltre la classica vacanza balneare: "IIl cliente vuole sostanzialmente stare bene e non cerca più soltanto il mare. Le Seychelles hanno un'infinità di proposte, dalla natura alle spiagge, fino alla possibilità di visitare patrimoni Unesco e di entrare in contatto con la popolazione locale. Oggi il cliente vuole soprattutto benessere, distacco dalla routine quotidiana e un'esperienza personalizzata, quando è consapevole di ciò che la destinazione può offrire". Natura, benessere, privacy e contatto con la popolazione locale diventano parte integrante dell’esperienza. Una tendenza che trova un riscontro ancora più evidente in Turchia, dove Ufuk Sozbir racconta una crescente domanda di viaggi più lenti e immersivi: "Negli ultimi anni i nostri clienti hanno iniziato a preferire viaggi più tranquilli. Se in passato i grandi gruppi erano più importanti, oggi sono cresciuti i viaggi locali, le esperienze culturali e lo slow travel. La Turchia ha molte aree adatte a questo tipo di viaggio, come la regione del Mar Nero, dove è possibile vivere esperienze nei piccoli villaggi e a contatto con la popolazione locale". Tra gli esempi citati, la possibilità di partecipare alla vita delle comunità locali, come una cena in famiglia durante la quale cucinare e mangiare insieme, anziché limitarsi alla tradizionale cooking class. In Botswana, Ana Isabel Alia osserva invece una crescita dell’interesse verso un’esperienza di safari più intima e meno affollata. "Penso che i clienti stiano cercando un'esperienza diversa", spiega. "Molti hanno già viaggiato in Asia, America ed Europa e a un certo punto sentono il bisogno di vivere qualcosa di nuovo, come un'esperienza di safari in Africa. Il Botswana sta crescendo anche perché altre destinazioni sono diventate molto turistiche, con molti viaggiatori e molte auto nello stesso luogo. Oggi le persone hanno moltissime informazioni a disposizione, leggono le esperienze degli altri viaggiatori e cercano qualcosa di più genuino, invece di correre da un posto all'altro".
Il lusso cambia: meno ostentazione, più tempo, privacy e unicità
Il secondo tema affrontato è quello del lusso, tradizionalmente associato a resort cinque stelle, servizi esclusivi e comfort elevati. Un modello che continua a esistere, ma al quale si affianca una concezione sempre più esperienziale. In Turchia, sottolinea Ufuk Sozbir, l’offerta luxury rimane ampia e comprende sia grandi strutture di alto livello sia boutique hotel e soluzioni più esclusive, con la possibilità di utilizzare anche servizi di trasporto privato. Ma accanto al lusso tradizionale cresce la domanda di esperienze più riservate. Per Silvia Lopez, invece, il vero lusso consiste soprattutto nell’accesso a qualcosa che il viaggiatore difficilmente potrebbe trovare autonomamente: "Per me il lusso non è soltanto prenotare un hotel a cinque stelle o un ristorante Michelin. È anche riuscire ad arrivare a qualcosa a cui il cliente non potrebbe accedere da solo attraverso quello che trova su Instagram o su internet. Il vero lusso è fare tutto su misura, in base a quello che il cliente vuole e desidera". In Botswana, Ana Isabel Alia lega il concetto di lusso soprattutto all’esperienza vissuta. Il suo esempio è quello del mobile safari, un campo allestito all’interno di un parco nazionale, senza acqua né elettricità, ma organizzato per garantire comunque comfort agli ospiti. "Per me il concetto di lusso è legato all'esperienza. Chi può permetterselo cerca naturalmente un servizio di livello luxury, ma il vero successo, quando organizziamo un viaggio, è trovare ciò che il cliente vuole vivere. Non importa necessariamente se soggiorna in una struttura a tre stelle: se l'esperienza, le guide e tutte le attività sono quelle che desiderava, può tornare a casa pensando di aver vissuto un'esperienza di lusso", racconta. Un lusso quindi legato alla possibilità di ascoltare la natura, vivere il contesto e sentirsi immersi nella wilderness. Alle Seychelles, infine, Simona Bonetti parla esplicitamente di 'lusso esperienziale': "Il trend degli ultimi anni è verso un lusso più esperienziale: niente orpelli, marmi, rubinetti d'oro o maggiordomi. Anche per chi non ha un budget elevato, il vero lusso è prima di tutto il tempo da dedicare a se stessi. È poter approfittare di ciò che la natura e la destinazione offrono, avere privacy e riuscire a evadere dalla routine quotidiana". Privacy, disconnessione e contatto con la natura diventano così elementi di valore anche al di fuori delle strutture luxury tradizionali.
Nuove stagioni e destinazioni meno battute: la ricerca di alternative alla massa
Il cambiamento delle aspettative porta con sé anche una diversa attenzione alla stagionalità e alle aree meno conosciute delle destinazioni. Per Ana Isabel Alia, Botswana e Namibia possono essere vissuti durante tutto l’anno, con caratteristiche differenti a seconda del mese. La possibilità di viaggiare al di fuori dei periodi più richiesti diventa però anche una questione di disponibilità di tempo: "Botswana e Namibia sono destinazioni che possono essere visitate tutto l'anno e ogni mese offre un'esperienza diversa. Credo però che poter scegliere quando viaggiare sia una forma di lusso: chi ha la possibilità di farlo cerca di evitare i mesi in cui ci sono più persone e sceglie periodi in cui può vivere la destinazione con maggiore tranquillità". Alle Seychelles, spiega Simona Bonetti, il clima consente di programmare un viaggio durante tutto l’anno, mentre alcuni periodi possono risultare più accessibili dal punto di vista tariffario. "Le Seychelles sono una destinazione accessibile tutto l'anno. Non c'è un inverno o un'estate vera e propria, ma ci sono periodi caratterizzati dai cambi di vento e dalle piogge. Al di fuori dell'alta stagione, alcuni periodi possono essere più accessibili anche a livello tariffario: per esempio giugno e luglio, oppure i primi venti giorni di dicembre", osserva, sottolineando inoltre la possibilità di costruire soggiorni su misura anche attraverso diverse tipologie di sistemazione. In Belgio e Olanda la ricerca di alternative passa soprattutto dalle regioni meno frequentate. "C'è una tendenza a cercare altre regioni. In Belgio si sta puntando maggiormente sulla Vallonia, mentre in Olanda soprattutto sulla parte meridionale, come il Brabant, dove si può vivere molto bene lo slow travel. Anche il Lussemburgo, pur essendo meno richiesto, offre la possibilità di costruire esperienze più lente e legate alla natura", spiega Silvia Lopez, citando la Vallonia in Belgio e il Brabant nel sud dell’Olanda come territori dove sviluppare maggiormente lo slow travel. Anche la Turchia offre ampi margini in questo senso: secondo Ufuk Sozbir, i mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre sono particolarmente interessanti, mentre la varietà geografica permette di costruire proposte differenti dal classico turismo balneare. Dal Mar Nero, dove vivere esperienze legate alla vita dei villaggi, all’Anatolia e alla Cappadocia, fino all’area della Mesopotamia e ai percorsi naturalistici lungo la costa, la destinazione può intercettare una domanda sempre più orientata alla scoperta e alla personalizzazione.
La parola chiave è esperienza
A chiudere il confronto è una domanda semplice: cosa chiede oggi di più il viaggiatore? La risposta degli operatori è praticamente unanime. Per Simona Bonetti è 'ESPERIENZA', mentre Ufuk Sozbir parla di "experience and more local experience". Anche Silvia Lopez indica "le esperienze, soprattutto", mentre Ana Isabel Alia sintetizza il concetto nella possibilità di "ricevere una buona esperienza con i soldi pagati e tornare felici, pieni di memorie". Una convergenza che restituisce il senso dell’intero confronto: il viaggio da sogno non è necessariamente quello più costoso o spettacolare, ma quello capace di lasciare qualcosa al viaggiatore. Un’esperienza costruita sulle sue aspettative, sul tempo che ha a disposizione e sul modo in cui desidera vivere la destinazione.
La registrazione del quarto incontro è invece disponibile QUI per agenzie di viaggio e operatori interessati a rivedere i contenuti del talk.
G.G.