Immagine di sfondo della pagina Festival Internazionale di Andria "Castel dei Mondi"
04 luglio 2005

. Questo è uno degli elementi di maggior fascino della Puglia. Il cielo terso ed azzurro, il rosso fuoco della terra ed il blu del mare conquistano ogni anno numerosi turisti così come la genuinità dei prodotti tipici locali. Olio e vino sono i punti forti della produzione pugliese, soprattutto nella zona a cui la città di Andria appartiene. E’ proprio nello scenario di questa cittadina ricca di storia e bellezze turistiche che si concretizza l’ultima tappa del progetto triennale Geografie immaginarie. In questo mosaico di popoli e culture, in questa terra dove il vecchio ed il nuovo si fondono e si confondono, si realizza la terza edizione di uno dei più noti festival italiani. Tra le mura di un castello che costituiva un’evasiva oasi di cultura per i sovrani rinascimentali ancora oggi prende vita uno degli appuntamenti culturali dell’estate. Dopo aver raccontato i vecchi continenti con Europa e Vecchi Mondi (2003), dopo aver indicato ed esplorato Vie di fuga e mondi nuovi (2004), quest’anno il Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi, è dedicato al presente e al futuro, al mondo com’è oggi e a come vorremmo che fosse: alla Città ideale, città globale. Per parlarne si tornerà indietro nel tempo, al Discorso sulla Montagna alla Città del Sole di Tommaso Campanella, per poi ricongiungersi con il presente attraverso i versi di Mario Luzi. Le speranze e le incertezze legate alla globalizzazione prenderanno corpo nei programmi musicali, nella danza, nei video e nelle produzioni delle giovani compagnie pugliesi spesso autentiche rivelazioni. Quest’anno, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le Province di Bari e Foggia e la Direzione di Castel del Monte, venerdì 17 giugno alle ore 18.30 a Castel del Monte c’è stata un “Prima della Prima” con Philppe Daverio. Il noto critico d’arte ha introdotto il pubblico nel cuore dei temi di Città ideale, città globale in un incontro dal titolo eloquente: Utopia, maneggiare con cura. L’apertura del Festival è affidata a Beati quelli che… (Il Discorso della Montagna) (domenica 10 luglio, replica l’11) che conferma ed esalta il carattere multidisciplinare delle ultime edizioni. Beati quelli che… è un progetto coltivato dalla direzione artistica fin dal 2003 e co-prodotto da Castel dei Mondi, Mittelfest di Cividale del Friuli e la compagnia milanese A.T.I.R, per la regia di Serena Sinigaglia. Beati quelli che… è un viaggio itinerante in otto stazioni per otto linguaggi differenti: teatro, musica, danza, video, teatro di figura, sport, arti visive e conferenza. Gli attori dell’A.T.I.R. guideranno il pubblico alla scoperta delle Otto Beatiduini (otto come l’ottagono perfetto di Castel del Monte) attraverso un tragitto che lo porterà fuori e dentro il castello. Gli interventi di: Compagnia di Teatro Danza Abbondanza Bertoni, del compositore e pianista Carlo Boccadoro, del giudice Giancarlo Caselli, dell’attore rivelazione di questa stagione Mario Perrotta, del burattinaio Patrizio dell’Argine e dall’artista Maria Spiazzi sono tutti ideati appositamente gli spazi della più enigmatica costruzione federiciana. Dalla luce del Discorso sulla Montagna al profondo seicento controriformista, alla ribellione, all'utopia de La Città del Sole. L'opera del visionario frate calabrese Tommaso Campanella, adattata per questa seconda produzione del Festival dallo storico del teatro e drammaturgo Paolo Puppa, prenderà vita (mercoledì 13) in una lettura scenica eseguita in esclusiva da Toni Servillo tra i più amati e apprezzati registi e attori non solo teatrali, e da suo fratello e Peppe, voce degli Avion Travel. Nel quadro dell'attenzione alla produzione giovane del Sud il progetto congiunto di due compagnie pugliesi Reggimento Carri e Grammelot è stato selezionato dalla Direzione Artistica attraverso un bando lanciato in febbraio per la creazione di uno spettacolo originale collegato ai temi di quest’anno. La commedia al sangue (lunedì 11, replica 12), questo il titolo del progetto vincitore liberamente ispirato a Di questa vita menzognera di Giuseppe Montesano, scritto, diretto e interpretato da Roberto Corradino è una farsa al vetriolo che celebra la deriva di un mondo corrotto e la fine di ogni illusione, la caduta di una società consumata dalla speculazione economica e dalla corruzione. L’impegno produttivo del Festival Internazionale Castel di Mondi ribadisce il suo ruolo di propulsore culturale e trampolino di lancio di levatura nazionale e internazionale capace di coinvolgere anche le realtà locali. Ospiti di prestigio, grandi nomi della musica, del teatro, della poesia e della danza, occasioni impegnate e festose costellano gli otto giorni del Festival in una programmazione che favorisce l’incontro di diverse fasce di pubblico. La notte del 10 luglio si colorerà della sensualità e dell’allegria dei ritmi sudamericani della storica Banda Municipale di Santiago de Cuba e delle poliedriche sonorità della tradizione bandistica, rappresentata dai quaranta strumentisti della toscana Banda Improvvisa. Una prima assoluta per la Puglia. Alla musica sinfonica contemporanea il festival dedica anche un’attenzione particolare affidando al violoncellista e compositore palermitano Giovanni Sollima la direzione dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari (sabato16). Il programma musicale contempla opere dal suo repertorio più noto e da quello meno conosciuto, come la composizione dedicata a Federico II, e alcune composizioni presentate al festival in prima assoluta. Sullo sfondo di Castel del monte un concerto che racchiude la ricerca internazionale del maestro, sempre alla ricerca di frontiere anticonvenzionali fra oriente e occidente, tra musica etnica e contemporanea . Due concerti di cosiddetta musica leggera animeranno Largo Grotte di Andria. Il primo è quello della friulana Elisa (martedì 12), una delle artiste italiane più in sintonia con il panorama musicale internazionale. Protagonista del secondo appuntamento è Mauro Pagani con il suo quartetto. Creuza de ma (mercoledì 15), rilegge una delle opere più belle di Fabrizio de André. Strettamente legato al tema dell’Utopia è l’omaggio che Pamela Villoresi, accompagnata in scena dal compositore Luciano Vavolo, dedica al poeta e Senatore della Repubblica Mario Luzi, recentemente scomparso nella cornice ideale di Castel del Monte. Non fu vano (giovedì 14) è uno spettacolo su “la lotta della parola contro l’inquinamento del pensiero e della coscienza”. Il potere evocativo della parola e della musica, la possibilità di trasformare le emozioni in versi, di evocare immaginifici mondi, di tramutare la realtà è il file rouge sotterraneo che unisce questi spettacoli. Un posto di rilievo è riservato alla danza nelle sue diverse forme, dal vivo e in video. Al balletto classico-contemporaneo è affidato il compito di chiudere il festival: l'etoile internazionale André de La Roche interpreta Don Chisciotte che da ormai quattrocento anni è l’eroe simbolo dell'illusione e della sua necessità. Non poteva certo mancare in questo edizione. A questo linguaggio, fra le forme artistiche più vicine alla sensibilità contemporanea, il Festival dedica un laboratorio, riservato anche a non professionisti, organizzato in collaborazione con il Corso di Teatro Danza della Scuola Paolo Grassi di Milano. Il laboratorio sarà presentato di Marinella Guatterini il 22 giugno in una conferenza aperta al pubblico, e sarà condotto da due giovani coreografi pugliesi: Riccardo Fusiello e Costantino Pirolo, con la collaborazione dei docenti Marinella Guatterini e Luciana Melis. A conclusione di lavori è prevista un esemplificazione pubblica (venerdì 15). Infine, in collaborazione con ACT, Archivi del Teatro Contemporaneo di Riccione Teatro, Castel de Mondi presenta al suo pubblico una sorta di giro del mondo della danza, attraverso una selezione e un montaggio di opere di Video Danza dedicate al tema della globalizzazione e dell'utopia, curata dalla critica greca Christiana Galanopoulou. Progetto Puglia trasforma Andria in una vera e propria ribalta per le compagnie pugliesi sempre più apprezzate dalla critica. Ad aprire questa sezione La Bella Addormentata (lunedì 11) uno spettacolo adatto per un pubblico giovane ma non solo, una rilettura colorata ed emozionante della celebre favola dei fratelli Grim, diretta da Michelangelo Campanale e interpretata dagli attori della Luna nel Letto di Ruvo di Puglia (Bari). A seguire le degustazioni teatralizzate de Il pasto della tarantola (mercoledì 13) una performance dei Cantieri Teatrali Koreja: attrici-cameriere accompagnano il pubblico in un itinerario alla scoperta di cinque prodotti tipici del Salento. Metà archetipo e metà donna è la Psiche ingabbiata protagonista del monologo La nostra anima, del barese Teatro Kismet OperA (sabato16), una partitura delle parole di Alberto Savinio scritta da Mariano Dammacco e interpretata da Monica Contini. A chiudere l’andriese Teatro minimo di Michele Santeramo e Michele Sinisi, compagnia selezionata al premio scenario 2003 e già protagonista delle due passate edizioni. Questa volta Teatro minimo presenta Accadueò (domenica 17) che evoca un mondo degli estremi, in cui l’acqua o c’è in quantità eccessiva o non c’è affrontando, e Vico Angelo Custode (giovedì14) uno studio in anteprima del prossimo spettacolo, una zoomata nell’angusto vicolo di Andria dove non passa nemmeno il vento, d’estate, dove le cose che succedono là si impigliano per sempre. Quest'anno il Festival si apre a tutta la città, coinvolgendo quartieri diversi, centro storico e periferie in una programmazione gratuita e di qualità, per ragazzi e adulti. Il momento più popolare si ricollega alla valorizzazione della Puglia e si propone come un omaggio di Castel dei Mondi a un protagonista della canzone italiana: Michele Scommegna, in arte Nicola di Bari, vincitore di due Festival di Sanremo con Il cuore è uno zingaro e con I giorni dell'arcobaleno e autore di successi memorabili in concerto giovedì 14. La fascia notturna del festival ospiterà alcune delle proposte pugliesi, la programmazione video e serate musicali internazionali (in via di definizione) quest'anno nel Cortile di Palazzo Ducale. Come è importante per ogni festival, non mancheranno le occasioni per fare tardi, con gli ultimi spettacoli, discussioni... tarallucci e vino. Con l’aspirazione alla perfezione e all’utopia che rappresenta, oggi più che mai, è Castel del Monte il punto di partenza e l’elemento cardine della manifestazione, ispirazione e cornice della maggior parte delle sue produzioni originali. Per otto simbolici giorni il Festival è anche occasione per trasformare la stessa città di Andria in una “città ideale” delle arti.

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