Immagine di sfondo della pagina Giordania, chiudono tutti gli uffici del Jordan Tourism Board nel mondo: dal 2026 stop anche in Italia
30 dicembre 2025

Dal 1° gennaio 2026 tutti gli uffici del Jordan Tourism Board nel mondo chiuderanno ufficialmente.
La decisione è stata presa dal Ministero del Turismo e delle Antichità della Giordania e riguarda anche l’Italia, uno dei mercati storicamente più rilevanti per la destinazione. Una notizia che segna un passaggio epocale per il turismo giordano e che arriva dopo 25 anni di presenza continuativa sul mercato italiano, durante i quali la Giordania è cresciuta fino a diventare una meta consolidata per il turismo organizzato, culturale e tailor made.
Ad annunciarlo, con parole che uniscono commozione e consapevolezza, è Marco Biazzetti, responsabile dell’Ente del Turismo della Giordania in Italia, in un messaggio rivolto agli operatori del settore.
"Carissimi operatori, questa mail per annunciarvi la chiusura di tutti gli uffici del Jordan Tourism Board nel mondo, da parte del Ministero del Turismo e delle Antichità della Giordania. Italia inclusa. Dal 1° gennaio 2026. In 25 anni la Giordania è diventata una destinazione importante per il turismo italiano e per voi tour operator. Insieme a voi abbiamo dato lustro e prestigio a questo meraviglioso Paese.
Per quanto mi riguarda, citiamo Virgilio, così stavolta non mi invento niente: a ciascuno è destinato il suo giorno. A voi auguro di continuare a mantenere la Giordania sempre tra le vostre mete top e di promuoverla anche senza il contributo di un ragazzo che, 25 anni fa, quando gli hanno proposto di lavorare per la Giordania, gli hanno consegnato un foglio con 8 nomi di tour operator. Solo i nomi. Nessun contatto.
Oggi siete 200. Senza contare i self operator".


Parole che raccontano più di una chiusura amministrativa: raccontano un percorso di costruzione del mercato, fatto di relazioni, formazione, fiducia e lavoro quotidiano a fianco di tour operator e agenti di viaggio.

Un mercato costruito nel tempo

Quando il Jordan Tourism Board avviò le proprie attività in Italia, la Giordania era una destinazione di nicchia, conosciuta da pochi specialisti. In questi 25 anni il Paese è entrato stabilmente nei cataloghi dei principali operatori, diventando sinonimo di viaggio culturale, archeologia, deserto, spiritualità e accoglienza. Un risultato raggiunto anche grazie a un lavoro capillare sul trade: educational, workshop, roadshow, supporto alla programmazione e una presenza costante sul territorio che ha accompagnato l’evoluzione della domanda italiana.
Il passaggio da 8 tour operator a oltre 200, citato da Biazzetti, non è solo un dato simbolico: è la fotografia di un mercato che è cresciuto in modo strutturato, fino a includere anche una quota significativa di self operator e viaggiatori indipendenti.

Cosa cambia ora

La chiusura degli uffici del Jordan Tourism Board non significa la scomparsa della Giordania dall’offerta turistica, ma apre una nuova fase. Sarà ora il mercato – tour operator, agenzie, compagnie aeree e partner locali – a farsi carico in modo ancora più diretto della promozione della destinazione, in un contesto globale sempre più competitivo e complesso.
Resta il valore di quanto costruito in questi anni: una destinazione riconosciuta, amata e già presente nell’immaginario del viaggiatore italiano. Ma resta anche l’interrogativo su come, e con quali strumenti, la Giordania continuerà a presidiare i mercati internazionali senza una struttura ufficiale dedicata.
Quello che è stato comunicato in via ufficiale è che, a partire dal 1° gennaio 2026, per ogni richiesta di supporto, informazioni o collaborazione, operatori turistici, media e viaggiatori potranno rivolgersi direttamente alla sede centrale del Jordan Tourism Board, scrivendo all’indirizzo e-mail: info@visitjordan.com. Contestualmente, le caselle di posta elettronica italy@visitjordan.com e marco@visitjordan.com saranno disattivate.

La fine di un ciclo, non di una storia

"A ciascuno è destinato il suo giorno", scrive Biazzetti citando Virgilio.
E questo giorno segna la fine di un ciclo professionale e istituzionale, ma non la fine del legame tra la Giordania e il turismo italiano. La storia di questi 25 anni dimostra che le destinazioni non crescono solo grazie ai budget, ma grazie alle persone. E il mercato italiano, oggi, è la prova concreta che quel lavoro ha lasciato un’eredità solida.

Gaia Guarino

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