Immagine di sfondo della pagina Go Study Australia, Pirovano: "I nuovi Working Holiday Visa cambiano i viaggi dei giovani italiani"
02 novembre 2026

L’Australia resta una delle mete più ambite dai giovani italiani che desiderano vivere un’esperienza all’estero tra studio, lavoro e viaggio. Ma le nuove restrizioni sui Working Holiday Visa, con l’ipotesi di introdurre un sistema a sorteggio (ballot) per il secondo e il terzo anno di permanenza, potrebbero cambiare le modalità di accesso alla destinazione e le strategie di chi sogna un’esperienza oltreoceano. Quali saranno le conseguenze per il turismo e il comparto delle vacanze studio? E quali opportunità restano per chi vuole investire in un percorso internazionale? Ne abbiamo parlato con Andrea Pirovano, Country Manager Italia di Go Study Australia, organizzazione che da circa vent'anni accompagna studenti e giovani nella progettazione di esperienze formative e professionali in Australia. Dalle nuove regole sui visti alle alternative formative, passando per il ruolo della consulenza e le prospettive del mercato, Pirovano analizza i cambiamenti in corso e le nuove esigenze dei viaggiatori: perché, come sottolinea, l'Australia sarà sempre meno una destinazione da improvvisare e sempre più una destinazione da progettare.

D: L’Australia è da sempre una delle destinazioni più ambite dai giovani italiani per combinare studio, lavoro e scoperta del territorio. In che modo le nuove restrizioni sui Working Holiday Visa potrebbero cambiare le scelte dei viaggiatori e degli studenti italiani? Dobbiamo aspettarci un ridimensionamento della domanda o una trasformazione delle modalità di viaggio?

R: Parlerei più di trasformazione che di ridimensionamento. È importante chiarire, innanzitutto, che il primo Working Holiday Visa non è stato abolito né sottoposto alla nuova lotteria: le modifiche annunciate riguardano il secondo e il terzo anno, per i quali il Governo australiano ha prospettato l'introduzione di un sistema di selezione a sorteggio, il cosiddetto ballot, con contingenti rispettivamente di 45.000 e 5.000 posti. Quello che sta cambiando è soprattutto il modo di pianificare l'esperienza. In passato era più frequente partire con un progetto ancora aperto e valutare direttamente in Australia come proseguire il soggiorno. Oggi, tra nuove restrizioni sui passaggi tra alcune categorie di visto e procedure più articolate, questa flessibilità non può più essere data per scontata. Dal 2 ottobre, per esempio, chi si trova in Australia con un Working Holiday Visa non può più presentare domanda per uno Student Visa direttamente dal Paese, ma deve farlo dall'estero. Rimane inoltre fondamentale dimostrare che il percorso di studi scelto sia coerente con i propri obiettivi personali e professionali. L'approccio del 'parto e poi vedo' diventa progressivamente meno efficace: capire prima cosa si vuole ottenere dall'esperienza è sempre più importante. Non credo che diminuirà il desiderio dei giovani italiani di andare in Australia. Cambierà, probabilmente, il modo in cui costruiscono la loro esperienza. 

D: Le nuove procedure per l’accesso ai visti rischiano di rendere più complessa la pianificazione di un soggiorno in Australia. Quali sono le principali difficoltà che i giovani potrebbero incontrare e quanto diventeranno importanti la consulenza preventiva e il supporto di organizzazioni specializzate nella scelta del percorso più adatto?

R: La difficoltà principale sarà individuare fin dall'inizio il percorso più coerente con i propri obiettivi, distinguendo tra desiderio di viaggiare, interesse per la formazione e progetto di medio-lungo periodo. Negli ultimi anni era relativamente frequente partire con una soluzione flessibile e ridefinire il proprio percorso direttamente dall'Australia. Le nuove regole hanno introdotto maggiori vincoli su alcune possibilità di passaggio tra visti e richiedono più attenzione nella pianificazione, soprattutto per chi intende affiancare o far seguire a un'esperienza di viaggio un percorso di studio. Questo non significa che ottenere un visto sia diventato impossibile, ma che una scelta poco ponderata all'inizio può essere più difficile da correggere successivamente. Per Go Study Australia il principio della consulenza rimane quello di sempre: comprendere le aspirazioni della persona e aiutarla a individuare la combinazione più adatta di destinazione, percorso formativo, durata del soggiorno e visto, accompagnandola nella preparazione della partenza e continuando a offrirle supporto una volta arrivata. In un contesto in evoluzione, il valore dell'orientamento sta proprio nella capacità di trasformare informazioni complesse in scelte chiare e realistiche. 

D: Accanto al Working Holiday Visa, quali opportunità restano disponibili per chi desidera vivere un’esperienza di studio in Australia? Quali percorsi formativi, dai corsi di lingua inglese ai programmi professionali, possono rappresentare un’alternativa interessante per i giovani italiani che vogliono investire in un’esperienza internazionale?

R: Le opportunità rimangono numerose, ma è importante non considerare lo Student Visa semplicemente come un'alternativa al Working Holiday: si tratta di strumenti pensati per obiettivi differenti. C'è chi desidera migliorare il proprio inglese attraverso un'esperienza immersiva, chi vuole acquisire competenze specifiche con un percorso di formazione professionale e chi sceglie di investire in un Bachelor, un Master o altri programmi universitari. Lo Student Visa consente inoltre, nel rispetto delle condizioni previste, di affiancare allo studio un'attività lavorativa, generalmente fino a 48 ore ogni due settimane durante i periodi di lezione. La scelta fondamentale è individuare un percorso autentico e coerente con le proprie aspirazioni. Un corso di inglese può rafforzare competenze linguistiche utili in qualsiasi settore; una formazione professionale può offrire conoscenze più specialistiche; un percorso universitario può rappresentare un investimento significativo sul proprio futuro accademico e professionale. L'Australia continua quindi a offrire molte opportunità, ma il valore dell'esperienza dipende sempre più dalla capacità di scegliere quella giusta per sé. 

D: L’incertezza normativa potrebbe spingere i giovani a valutare destinazioni alternative per vacanze studio ed esperienze di lunga durata. Quali sono oggi le principali sfide per gli operatori del settore e come possono agenzie, consulenti e organizzazioni educative continuare a proporre esperienze affidabili, personalizzate e in linea con le nuove esigenze dei viaggiatori?

R: La prima sfida è evitare che ogni cambiamento normativo venga percepito come un'emergenza. Oggi le informazioni circolano molto rapidamente e un annuncio può trasformarsi in pochi giorni, soprattutto sui social, in un messaggio allarmistico. È responsabilità degli operatori distinguere tra misure annunciate, norme effettivamente in vigore e possibili evoluzioni future, offrendo ai giovani informazioni chiare e affidabili. Allo stesso tempo, è importante ampliare le prospettive. Canada, Nuova Zelanda e altre destinazioni internazionali rappresentano opportunità interessanti quando rispondono meglio alle esigenze della persona, non semplicemente perché in Australia è cambiata una regola. Ma credo che la sfida più significativa per il settore sia un'altra: passare dalla proposta di un soggiorno alla progettazione di un'esperienza personalizzata. Due giovani della stessa età che desiderano trascorrere un anno all'estero possono avere obiettivi completamente diversi: viaggiare e lavorare, migliorare l'inglese, arricchire il curriculum o intraprendere un percorso universitario. Per questo il nostro approccio parte sempre dall'ascolto. Prima di scegliere una destinazione o un programma, dobbiamo capire che cosa la persona desidera ottenere dalla propria esperienza. Essere affidabili oggi significa proprio questo: non proporre semplicemente una soluzione, ma aiutare ciascuno a individuare quella più adatta al proprio progetto. 

D: Guardando al futuro, come cambierà il mercato delle vacanze studio e dei soggiorni esperienziali in Australia? Quali tendenze state osservando tra i giovani italiani e quali strategie possono adottare gli operatori per trasformare le nuove complessità burocratiche in un’occasione per ripensare l’offerta, puntando su formazione, orientamento e qualità dell’esperienza?


R: Credo che assisteremo progressivamente al passaggio dal semplice 'andare in Australia' al 'costruire qualcosa in Australia'. I giovani continuano a cercare viaggio, indipendenza, lavoro e scoperta, ma nelle conversazioni con i ragazzi osserviamo anche un interesse crescente verso esperienze che lascino qualcosa di concreto: una migliore conoscenza dell'inglese, una qualifica, un'esperienza professionale internazionale, un Bachelor o un Master. Da questo punto di vista, le nuove complessità possono rappresentare anche uno stimolo positivo per il settore. Se alcune possibilità che in passato venivano date per scontate si riducono, aumenta il valore dell'orientamento e della capacità di costruire un progetto che abbia senso non soltanto durante i mesi trascorsi in Australia, ma anche per ciò che viene dopo. È una direzione sulla quale Go Study Australia investe da circa 20 anni: non vogliamo limitarci ad aiutare una persona a partire, ma accompagnarla nella costruzione di un progetto internazionale realistico, coerente con i suoi obiettivi e capace di evolvere nel tempo. L'Australia continuerà a essere una destinazione estremamente attrattiva, grazie alle opportunità di viaggio, formazione e crescita personale che offre. Probabilmente, però, sarà sempre meno una destinazione da improvvisare e più una destinazione da progettare. E questa evoluzione può rappresentare un'opportunità non soltanto per i giovani, ma anche per gli operatori del settore, chiamati a puntare sempre di più sulla qualità dell'esperienza e sul valore del supporto offerto.

Gaia Guarino

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