Governo Draghi: torna il Ministero del Turismo
Segnale importante per l'industria turistica: con il nuovo Governo guidato da Mario Draghi torna il Ministero del Turismo che sarà guidato da Massimo Garavaglia, ex sottosegretario e viceministro all’Economia nel primo governo Conte. Un passaggio fondamentale per un settore allo stremo, che da mesi chiedeva un segnale importante per aiutare le imprese in difficoltà e disegnare i programmi per la ripresa.
Positive le reazioni delle associazioni, a cominciare da Marina Lalli, presidente di Federturismo, che ha dichiarato: "Il turismo italiano finalmente dopo 18 anni di attesa ritrova la propria casa.Si tratta di un risultato storico, frutto di anni e anni di battaglie portate avanti nella convinzione che solo con un dicastero ad hoc si potesse governare un sistema, un mercato, così complesso e variegato come quello turistico che oggi tocca ogni aspetto della vita economica del Paese.
Le sfide che attendono il neo Ministro sono enormi, il settore turistico post pandemia è praticamente stato azzerato e saranno necessari ancora mesi per una lenta ripartenza che dovrà necessariamente essere accompagnata da aiuti economici finalmente concreti e adeguati".
Parole cui fanno eco quelle di Luca Patanè, presidente di Confturismo Confcommercio: "Un Ministro del turismo con competenze perfettamente ritagliate nel quadro previsto dalla Costituzione e con portafoglio. Se il buongiorno si vede dal mattino, si apre una grande stagione per il turismo, stremato dalla crisi in corso, almeno sotto il profilo istituzionale. Ringraziamo il Presidente del Consiglio per la grande sensibilità ai temi del nostro settore che ha dimostrato con questo gesto importantissimo".
Soddisfatto anche Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi: "Il turismo ha bisogno di interventi immediati, per uscire dalla tempesta, e di programmare la ripartenza con investimenti che consentano di competere ad armi pari con l'agguerrita concorrenza internazionale.Rivolgiamo i migliori auguri di buon lavoro all'on.le Massimo Garavaglia, neo Ministro del turismo, e ringraziamo il presidente del Consiglio dei ministri, prof. Mario Draghi, per l'attenzione dedicata al nostro settore, al quale vengono finalmente dedicati il rilievo e l'attenzione che merita. Assicuriamo sin da ora la piena disponibilità del sistema Federalberghi a collaborare con il Governo, nell'interesse del Paese".
Un Ministero che giunge nel momento più importante, come ha sottolineato Ivana Jelinic, presidente Fiavet: "Siamo certi che agenzie di viaggio e operatori turistici avvieranno presto un fattivo dialogo e una collaborazione in vista di una rinascita completa del settore basilare per il nostro Paese, che occupa 13% del PIL, e impegna il 15% della forza lavoro. In qualità di presidente di Fiavet-Confcommercio, do la mia piena disponibilità, da subito, per un dialogo fattivo e concreto".
Quello che si chiede al Ministero è una road map per la ripartenza, come ha dichiarato Maria Carmela Colaiacovo, Vice Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi: "Il nuovo esecutivo fa un salto in avanti per le politiche del comparto e con l’istituzione di un Ministero dedicato conferma l’importanza economica della nostra attività. Al nuovo Ministro del Turismo chiediamo una road map per uscire dalla crisi e mettere in sicurezza le aziende del settore che sono un potenziale importante anche per la rinascita del Paese. Il recovery plan è un tassello fondamentale, ma il settore ha purtroppo ancora bisogno anche di interventi di diretto supporto alle imprese".
“Esprimiamo la nostra piena soddisfazione per la formazione di questa nuova e qualificata compagine di Governo e salutiamo il Presidente Draghi per il suo nuovo ed importante impegno istituzionale" così Marco Maurelli, Presidente Federbalneari Italia, che ha proseguito: "La sfida del Governo Draghi è certamente rappresentata dalla stagione delle riforme per la ripartenza e la programmazione del turismo legato alla costa con uno sguardo attento alla sostenibilità ambientale ed al nuovo percorso in tema di Recovery Plan che il Governo dovrà presentare in sede UE anche e soprattutto per la riforma delle concessioni demaniali”.