Le Scuderie Aldobrandini di Frascati festeggiano Gino Marotta
Una ampia selezione di queste opere, in gran parte inedite, e molte recentissime, formano il nucleo centrale della esposizione che l’Amministrazione comunale di Frascati intende realizzare per festeggiare i settanta anni del Maestro. La mostra Gino Marotta – Natura e Artificio, voluta dal sindaco Francesco Paolo Posa e dall’Assessore alle Politiche Culturali Stefano Di Tommaso, si inaugura sabato 19 febbraio 2005 alle ore 18,30 nei suggestivi spazi museali delle seicentesche Scuderie Aldobrandini del Comune di Frascati, restaurate su progetto di Massimiliano Fuksas. Mostra e catalogo a cura di Massimo Riposati. Catalogo “Edizioni Carte Segrete”. L’esposizione resterà aperta fino al 13 marzo 2005, con il seguente orario: dal martedì al venerdì: 10/18 sabato e festivi: 10/19. Una selezione di lavori del 1956 introdurrà alla visione della sua ricerca recente, in metacrilato, consentendo una delle letture possibili di un racconto che Marotta sta ancora scrivendo. Tra le mostre personali e collettive in Italia e all'estero vanno segnalate: la sala personale alla IX Biennale di San Paolo del Brasile (1967), la sala personale alla X Quadriennale d'Arte di Roma, Palazzo delle Esposizioni (1972), l'esposizione dell’”Eden Artificiale" nei Giardini della XV Triennale di Milano (1973), la partecipazione alla XII Biennale Middelheim di Anversa (1973), la mostra personale alla Rotonda della Besana di Milano (1973), la sala personale alla XLI Biennale Internazionale d'arte di Venezia (1984), la sala personale alla XI Quadriennale d’Arte al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1986), la “Grande Sinopia Italiana” all’Expo Universale di Siviglia 92, la partecipazione all’EXPO 2000 di Hannover, la mostra antologica “Metacrilati” al Complesso del Vittoriano di Roma (2001), il grande “Albero della vita” nella mostra “Artisti italiani del XX secolo alla Farnesina” (2001), il “Grande Alone” (Scultura in acciaio inox alta 8 metri) per la XVI Edizione Scultori a Brufa nel comune di Torgiano (2002), le personali al J.F. Kennedy Airport di New York (2003), alla Galleria PICI di Seoul, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura in Corea del Sud (2004), all’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi (2004), al museo Gulgee di Karachi in Pakistan in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura in Pakistan (2004) e la partecipazione alla mostra “Da Balla alla Transavanguardia. Cento anni di arte italiana alla Farnesina”, MiArt 2004, Milano. In questi giorni sono aperte due esposizioni a Roma, “Rupestre” alla Galleria Cà D’Oro e “Piombi 1956/57” alla pH7 Art Gallery. Ha ideato e realizzato alcune delle mostre più interessanti dell'arte italiana contemporanea come "Lo Spazio dell'Immagine” a Foligno nel 1967, "Amore Mio" a Montepulciano nel 1970 e ha collaborato alla grande mostra "Vitalità del Negativo" al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1970. "Sono convinto che il clima culturale di Roma dopo gli anni Sessanta sarebbe stato molto più squallido senza le grandi invenzioni tematiche di Gino Marotta" scrive Pierre Restany. Le sue opere di pittura e scultura sono conservate in prestigiosi musei, istituti bancari e collezioni private in Italia e all'estero. Del suo lavoro e del suo pensiero artistico si sono occupati i più importanti critici d'arte: Umbro Apollonio, Giulio Carlo Argan, Paola Ballesi, Guido Ballo, Renato Barilli, Carmine Benincasa, Marziano Bernardi, Achille Bonito Oliva, Maurizio Calvesi, Luigi Carluccio, Floriano De Santi, Gillo Dorfles, John Hart, Gian Piero Jacobelli, Udo Kultermann, Giuseppe Marchiori, Lara Vinca Masina, Filiberto Menna, Paolo Portoghesi, Pierre Restany, Franco Russoli, Vittorio Sgarbi, Leonardo Sinisgalli, Giorgio Soavi, Carmelo Strano, Tommaso Trini, Marco Valsecchi, Lionello Venturi, Emilio Villa, Maurizio Vitta, Cesare Vivaldi. Si è occupato anche di cinema e di teatro, portando il suo contributo di ricercatore innovativo. Ha collaborato a grandi produzioni come la “Bibbia” di John Huston; ha esordito in teatro nel 1959, come scenografo, nel Misantropo di Luigi Squarzina, messo in scena al teatro Olimpico di Vicenza, con i costumi di Corrado Cagli. Il cinema e il teatro d’avanguardia lo hanno visto impegnato in numerose imprese, di importanza storica, come il film "Salomè" e la scenografia teatrale di "Nostra Signora dei Turchi” di Carmelo Bene, le scene di "Finale di partita" di Samuel Beckett e, oltre un decennio più tardi, le scene e i costumi di "Hommelette for Hamlet", che gli hanno fatto meritare nel 1988 il premio UBU per la migliore scenografia. Amico di poeti come Ungaretti e Cardarelli, ha realizzato preziosi libri con Emilio Villa, Giorgio Soavi e Antonio Delfini. E’ accademico dell’Accademia Medicea delle Arti del Disegno di Firenze e dell’Accademia Nazionale di San Luca di Roma. Ha diretto l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Ha pubblicato un libro di saggi brevi dal titolo “Rosso di Cinabro”.