Pasqua 2026, 10,6 milioni di italiani in viaggio: l’85% resta nel Paese
Prenotazioni anticipate e viaggi di prossimità trainano la domanda; pesa l’inflazione sulla durata dei soggiorni
Saranno 10,6 milioni gli italiani in viaggio per le festività pasquali 2026. Di questi, l’85% resterà in Italia, mentre il 15% sceglierà una destinazione estera. Il movimento complessivo genererà un giro d’affari stimato in 5,5 miliardi di euro.
È quanto emerge dall’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, che fotografa una domanda turistica orientata alla prossimità e alle prenotazioni anticipate.
Secondo i dati, la maggior parte dei viaggiatori ha pianificato la partenza con largo anticipo – il 75,1% almeno un mese prima – privilegiando spostamenti brevi e, in oltre tre casi su quattro, con mezzo proprio. Il picco delle partenze è atteso per venerdì santo, 3 aprile, quando si metterà in viaggio il 41,6% dei vacanzieri, preceduto da un ulteriore 30% già in movimento il giorno precedente.
Le destinazioni domestiche restano predominanti: tra queste, vincono il mare (33%), le città d’arte (21,2%) e la montagna (20%). Più distanziate le scelte per laghi e località termali. Per chi opta per l’estero, prevalgono le grandi capitali europee (62,3%), seguite da mete extraeuropee.
Sul fronte dell’alloggio, la soluzione più diffusa è la casa di parenti e amici (33,5%), seguita da hotel e villaggi turistici (17,8%), abitazioni di proprietà (14,8%) e bed & breakfast (13,9%). La durata media del soggiorno si attesta a 3,9 giorni, con una spesa pro capite di 523 euro.
La componente enogastronomica si conferma centrale: il 32% del budget sarà destinato ai pasti, davanti ai costi di viaggio (23,5%) e all’alloggio (21,2%). Tuttavia, il contesto inflattivo continua a incidere sulle scelte: il 47,8% degli intervistati ha ridotto la durata della vacanza proprio a causa dell’aumento del costo della vita.
“Possiamo parlare di un test positivo, diciamo di buona tenuta del settore, in attesa della stagione estiva. Ancora una volta gli italiani dimostrano amore per il proprio Paese, che viene percepito come sicuro”, ha dichiarato Bernabò Bocca. Il presidente di Federalberghi invita però alla cautela: “Non possiamo ignorare il contesto geopolitico. I conflitti danneggiano il settore: oggi non è a rischio il turismo di prossimità, bensì quello alto spendente proveniente dall’altra parte dell’Oceano”.
Tra le attività previste durante il soggiorno, prevalgono passeggiate (78,9%), esperienze enogastronomiche (44,3%) e momenti di relax (40,7%). Più contenuta la quota dedicata allo sport. Infine, tra chi non partirà, pesano soprattutto motivi familiari (25%), timori legati alla sicurezza (20,3%) e difficoltà economiche (15,3%).
Il confronto con gli anni precedenti mostra un ritorno ai livelli del 2024 (10,5 milioni di viaggiatori), dopo il picco registrato nel 2025 (11,3 milioni), favorito dalla concomitanza con i ponti primaverili.