Record per il turismo linguistico in Spagna: oltre 177mila studenti nel 2025
Italiani primo mercato di provenienza. La lingua si conferma moltiplicatore turistico e leva economica per le destinazioni
Il turismo linguistico in Spagna chiude il 2025 con numeri record. Secondo i dati presentati a FITUR Lingua, sezione della Fiera Internazionale del Turismo organizzata da FITUR in collaborazione con FEDELE, nel corso dell’anno sono stati 177.576 gli studenti di spagnolo iscritti nei centri affiliati, con una crescita del 12,77% rispetto al 2024. Un risultato che consolida il ruolo della lingua come driver turistico e culturale per il Paese.
I dati sono stati illustrati durante la sesta edizione di FITUR Lingua, in corso a IFEMA Madrid, nell’ambito dell’International Tourism Trade Fair. In questa occasione è stata presentata un’anticipazione del Rapporto di settore FEDELE, che analizza l’andamento del turismo linguistico e l’evoluzione del profilo dello studente internazionale.
Nel 2025, il principale mercato di provenienza degli studenti è stato l’Italia, seguita da Germania, Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Polonia, Paesi Bassi e Marocco. La permanenza media in Spagna si attesta a 4,6 settimane per studente, mentre l’impatto economico complessivo generato dal turismo linguistico raggiunge 475 milioni di euro.
«Gli oltre 177mila studenti rappresentano un record per il turismo linguistico in Spagna, con una media di 1.585 studenti per centro», ha dichiarato Daniel Escalona, direttore marketing di FEDELE. Dati che confermano la solidità del settore ma anche la necessità di adattare l’offerta a una domanda in trasformazione. Un concetto ribadito da Begoña Llovet, vicepresidente di FEDELE, che ha sottolineato l’importanza di «creare programmi e prodotti differenziati per uno studente sempre più esigente e alla ricerca di un’esperienza autentica del Paese».
Durante il forum è emerso anche il cambiamento del profilo del language tourist, con interessi, aspettative e comportamenti in evoluzione. I temi sono stati approfonditi sulla base dei dati preliminari del rapporto FEDELE e dello studio ELE Student in Spain, realizzato in collaborazione con l’Università di Siviglia.
Il mercato italiano si conferma strategico. «La Spagna è da sempre una destinazione molto attrattiva per gli italiani», ha affermato Paolo Barilari, presidente della International Federation of Education Consultants Associations (FELCA), evidenziando come «per aumentare ulteriormente i flussi sia necessario vendere l’esperienza linguistica nella sua totalità, permettendo agli studenti di conoscere in profondità la cultura e le persone delle città».
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’alloggio per studenti internazionali, analizzato nello studio The Impact of Real Estate on the Attraction of International Students, realizzato da EDUSPAIN e ICEX España Exportación e Inversiones. «Sono necessarie misure specifiche sul fronte dell’housing per mantenere la Spagna tra le destinazioni educative di riferimento», ha spiegato Bárbara García, coautrice dello studio. Secondo Cristina Grasset, direttrice di Spain Education Programs, «una sistemazione adeguata incide direttamente sull’integrazione culturale, sui livelli di stress e sulle performance accademiche», mentre la perdita di studenti internazionali avrebbe «un impatto economico rilevante e conseguenze sull’intero sistema educativo».
Nel corso della giornata sono state presentate anche nuove esperienze educative e turistiche orientate alla qualità della destinazione, con il coinvolgimento di ASEPROCE, ASILS, Groupement FLE e Cooltourspain. È emerso inoltre il valore della collaborazione internazionale come elemento chiave del cosiddetto effetto moltiplicatore del turismo linguistico.
Un focus specifico è stato dedicato alla collaborazione pubblico-privato, con la partecipazione di enti come TURESPAÑA, la Direzione Generale dello Spagnolo nel Mondo del Ministero degli Affari Esteri e l’Instituto Cervantes. «La collaborazione pubblico-privata è fondamentale per rafforzare la diffusione internazionale della lingua spagnola», ha sottolineato Cristina Gozalo, responsabile dell’Unità MICE e Prodotti Turistici di TURESPAÑA. Mónica Colomer, direttrice generale dello Spagnolo nel Mondo, ha invece evidenziato come dimensioni quali traduzione, intelligenza artificiale e legislazione contribuiscano ad accrescere la visibilità dello spagnolo e a incentivare lo studio della lingua in Spagna.