Immagine di sfondo della pagina Santanchè al Forum del Turismo: “Nel 2026 il modello Italia entra nella sua fase di maturità”
24 gennaio 2026

Il 2026 sarà l’anno della “consacrazione del modello Italia” per il turismo. Lo ha affermato il ministro del Turismo Daniela Santanchè, intervenendo al Forum Internazionale del Turismo al Palazzo del Ghiaccio di Milano, tracciando una visione di medio-lungo periodo fondata su qualità, destagionalizzazione e rafforzamento strutturale del comparto.
Secondo il ministro, il turismo non può più essere considerato un settore accessorio ma una leva strategica dell’economia nazionale. I dati 2025, ancora in fase di consuntivo, indicano quasi 480 milioni di presenze – con la possibilità di superare quota 500 milioni – un impatto sul PIL pari a 237,4 miliardi di euro e una spesa turistica salita a 185 miliardi, rispetto ai 178 del 2024.
Al centro del suo discorso, sei direttrici di intervento che guideranno l’azione del Ministero nei prossimi anni.
Il primo nodo è la dimensione delle imprese. L’eccessiva frammentazione del settore – con circa l’80% delle imprese costituito da realtà singole – viene indicata come un limite alla competitività. Per questo è allo studio una finestra di 24 mesi per favorire l’aggregazione delle imprese alberghiere, con meccanismi fiscali agevolati sugli asset oggetto di fusione.
Secondo punto, il riconoscimento del turismo come industria. Santanchè ha annunciato l’avvio di un confronto con le associazioni di categoria per superare l’attuale classificazione del comparto come servizio, ritenuta non coerente con il peso economico e con gli investimenti in asset produttivi.
Terza priorità, il lavoro. Il ministro ha proposto un nuovo “patto di equità” che colleghi la riduzione della fiscalità per le imprese a un incremento diretto delle retribuzioni e del welfare dei dipendenti, con l’obiettivo di contrastare la precarietà e rendere il turismo una scelta professionale stabile. Nel bilancio delle misure già adottate rientrano detassazione delle mance, decontribuzione del lavoro turistico e interventi sull’housing, dalle staff house al sostegno agli affitti.
Quarto asse, l’Europa. L’Italia si propone come capofila nella richiesta di un budget comunitario dedicato al turismo e nell’inclusione del settore tra i grandi progetti strategici europei, oggi esclusi dai principali strumenti finanziari UE.
Quinto punto, efficienza amministrativa e burocrazia. Dal 2027 il Ministero introdurrà KPI più stringenti per misurare tempi e risultati, con particolare attenzione ai pagamenti, per allineare la velocità della pubblica amministrazione a quella delle imprese.
Infine, destagionalizzazione e undertourism. Santanchè ha sottolineato come il 75% dei turisti stranieri si concentri su appena il 4% del territorio nazionale, ribadendo la necessità di valorizzare il restante 96%. In questo quadro rientrano le aree interne, i piccoli comuni – che nel 2025 hanno registrato una crescita delle presenze del 6,85% – i cammini, il turismo open air, il termale e i grandi eventi, a partire dalle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Una strategia che, nelle parole del ministro, punta a spostare l’attenzione dalla quantità alla qualità, rafforzando il legame tra turismo, comunità locali e sviluppo sostenibile del territorio.

R.M.

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