Slovenia: turismo in crescita e più italiani anche in autunno. Boom di arrivi a settembre
Crescono del 15% gli arrivi italiani in Slovenia: il “Cuore Verde d’Europa” conquista anche l’autunno tra terme, cultura e grandi eventi.
Vacanze outdoor nella natura, relax e benessere termale, contaminazioni culturali e gastronomia raffinata, un universo raccontato anche attraverso un fitto calendario di eventi di richiamo internazionale. Questi i temi al centro del workshop svoltosi ieri sera a Torino, dove Aljoša Ota, direttore dell’Ente Sloveno per il Turismo in Italia, ha illustrato, insieme a una delegazione proveniente dalla Slovenia, le peculiarità del Cuore Verde d’Europa a un nutrito pubblico di buyer provenienti da tutto il Piemonte: “Il Nord-Ovest rappresenta per noi un bacino geografico strategico", commenta Ota, "sia in virtù dei comodi collegamenti per Trieste, via treno diretto da Torino, che per una questione di affinità spirituale: ottimi vini e gastronomia d’eccellenza, comprensori sciistici di alto livello, design e vivacità culturale accomunano Piemonte e Slovenia e sono sicuramente uno stimolo per intrecciare nuove connessioni tra gli operatori turistici dei nostri due territori”.
Non ci sono più le mezze stagioni: exploit di turisti dall’Italia (anche) a settembre
Se ancora ha senso parlare di stagioni “spalla”, l’autunno appena iniziato in Slovenia parte sotto auspici decisamente favorevoli per il mercato Italia: in riferimento ad arrivi e pernottamenti 2024, settembre 2025 registra dall’Italia rispettivamente un incremento del 15,66% e del 14,01%. Un balzo in avanti netto, che consente di guardare con ottimismo e fiducia al rush finale degli eventi in chiusura di GO!2025 (Gorizia-Nova Gorica Capitale Europea della Cultura) e a quelli legati alle festività natalizie.
“Con 926.356 pernottamenti nell’intervallo gennaio-settembre 2025, l’Italia si conferma per la Slovenia il secondo mercato alle spalle della Germania", spiega Ota, "una crescita costruita soprattutto sui mesi considerati tradizionalmente secondari per il mercato italiano. Se nella prima metà dell’anno la combinazione dei ponti festivi ha giocato a nostro favore, tutt’altro che scontato è il risultato di settembre, testimonianza ulteriore di un’oculata pianificazione strategica volta a decongestionare i periodi di punta spalmando i flussi sulle stagioni che, fino a ieri, chiamavamo spalla”.
L’Italia si riavvicina ai numeri prepandemici
Gli arrivi dall'Italia, nell'intervallo gennaio-settembre 2025 , hanno toccato le 433.166 unità, circa l'11% in più rispetto allo stesso intervallo del 2024. Le previsioni per la chiusura dell’anno anticipano una performance comparabile ai record pre-pandemici. "Per quanto lusinghieri", conclude Ota, "i paragoni con i numeri del 2019 sono utili soltanto fino a un certo punto: l'intera industria turistica è radicalmente cambiata da allora, e ci sono oggi diversi altri indicatori interessanti in grado di restituire un'immagine veritiera degli andamenti turistici. Stiamo portando avanti, insieme al SIstat (l'Istituto di statistica della Slovenia), un processo di analisi più ampio non solo basato su numeri assoluti, ma su criteri precisi come la soddisfazione di ospiti e residenti, gli effetti ambientali e le variazioni stagionali degli andamenti turistici, tutti fattori che oggi orientano i processi decisionali ad ogni livello – dalla politica nazionale alla gestione delle destinazioni, fino alle iniziative delle singole imprese”.