Immagine di sfondo della pagina Tropea, affitti brevi e residenzialità: il Sindaco Macrì chiede una legge regionale per evitare la cancellazione della comunità
31 luglio 2026

Il successo turistico, quando non viene governato con strumenti adeguati, rischia di trasformarsi da opportunità in squilibrio. È quanto sta accadendo in diverse città italiane, da Venezia – divenuta simbolo nazionale dell’overtourism – a Matera, dove una recente analisi del Corriere della Sera ha evidenziato come l’attrattività culturale conviva ormai con costi della vita sempre più insostenibili per i residenti. Anche Tropea, che negli ultimi anni ha consolidato un posizionamento esperienziale e più esigente, sta affrontando lo stesso fenomeno in tempo reale, prima che diventi irreversibile. Una destinazione può crescere solo se resta anche una città abitabile, capace di tutelare la qualità della vita e la sostenibilità della propria comunità.

Il Sindaco Giovanni Macrì sottolinea come il percorso verso un turismo più selezionato e orientato alla qualità sia un obiettivo necessario per una destinazione come Tropea. Tuttavia, questo processo non può produrre l’espulsione silenziosa dei residenti. Quando una casa non è più acquistabile o affittabile da chi vive, lavora e cresce una famiglia in città, il tema diventa sociale, urbanistico e identitario. Il Comune ha perso circa mille residenti in pochi anni, al netto dei nuovi arrivi dall’estero, un dato che impone una riflessione seria non solo all’amministrazione locale ma anche alla Regione Calabria.

Macrì evidenzia come una destinazione non possa vivere soltanto di presenze temporanee, rendite immobiliari e consumo degli spazi. Il centro storico, i quartieri, i servizi, le scuole, le botteghe e la vita quotidiana sono parte integrante della qualità percepita dal visitatore. Se si perde la comunità residente, si perde anche l’autenticità che rende Tropea unica nel panorama turistico nazionale. Abitare e ospitare devono tornare a convivere in un equilibrio sostenibile.

L’amministrazione comunale ha già avviato interventi sugli strumenti disponibili, agendo sugli affitti brevi e sulle utenze extralberghiere gestite senza partita IVA, per le quali è previsto un incremento della TARI. Lo stesso approccio sarà applicato alla tassa di soggiorno. Si tratta di misure necessarie per correggere ritardi accumulati e ristabilire maggiore equità tra chi vive stabilmente la città, chi investe in modo ordinato e chi utilizza il patrimonio immobiliare con finalità ricettive.

Il Sindaco precisa che non si tratta di demonizzare l’extralberghiero né di ostacolare gli investimenti. Una destinazione seria deve attrarre qualità, servizi e imprenditori capaci. Proprio per questo servono regole chiare, proporzionate e moderne. Il modello Toscana dimostra che un intervento regionale è possibile e legittimo: la Corte Costituzionale ha confermato la validità di norme regionali finalizzate a governare turismo, territorio, residenzialità ed effetti distorsivi dell’overtourism.

Tropea vive oggi una crisi immobiliare che rischia di diventare strutturale. L’aumento sproporzionato della domanda rispetto al patrimonio esistente ha generato un effetto domino: i prezzi delle case sono cresciuti al punto da risultare accessibili quasi esclusivamente al mercato straniero, costringendo molti residenti a trasferirsi altrove; parallelamente, chi possiede un immobile tende a convertirlo in struttura extralberghiera, alimentando un processo di spopolamento del borgo.

Macrì avverte che intervenire in tempo è l’unico modo per non subire un fenomeno che rischia di diventare inarrestabile. Il tema rappresenta uno dei punti cardine del programma politico-amministrativo dell’amministrazione comunale. L’obiettivo non è introdurre misure punitive, ma strumenti di equilibrio. Il valore turistico di una destinazione non si misura soltanto dalla capacità di attrarre visitatori, ma dalla capacità di restare viva, abitata, ordinata e riconoscibile. La Regione Calabria è chiamata a intervenire ora, perché il problema è già un’emergenza strutturale e rischia di coinvolgere l’intero territorio della Costa degli Dei.

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