Immagine di sfondo della pagina Turismo, gli italiani tra prudenza e voglia di lungo raggio: il 64% si sente meno sicuro a viaggiare all’estero
11 maggio 2026

Cresce la cautela, soprattutto tra le donne e le generazioni più mature, mentre un italiano su quattro continua a guardare a destinazioni extra-europee.

Il modo di viaggiare degli italiani sta cambiando sotto la spinta di un contesto internazionale percepito come più instabile. È quanto emerge da una ricerca realizzata da YouGov per Airalo, marketplace globale di eSIM, su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Il dato più significativo riguarda la percezione della sicurezza: il 64% degli intervistati dichiara di sentirsi meno sicuro oggi a viaggiare all’estero rispetto a un anno fa. La sensazione è più marcata tra le donne (70%) rispetto agli uomini (57%), mentre solo il 4% afferma di sentirsi più sicuro.

Questo scenario si riflette direttamente sulle scelte di viaggio. Quasi un italiano su cinque ha già modificato la propria destinazione, mentre una quota simile sta valutando di farlo. Un ulteriore 31% conferma i propri piani ma dichiara di adottare un approccio più prudente. Sul piano delle intenzioni, il 27% degli italiani continua a considerare mete extra-europee – tra Americhe, Asia, Africa e Medio Oriente – segno di un interesse che resta solido verso il lungo raggio. Allo stesso tempo, l’8% dichiara di non avere in programma viaggi nel 2026.

Il costo si conferma il principale driver di scelta per il 62% degli intervistati, ma la sicurezza del Paese di destinazione si consolida come secondo fattore (44%). La stabilità politica, pur citata dal 15% complessivo, assume un peso maggiore tra chi guarda a destinazioni lontane, arrivando al 21-24%. Le differenze generazionali risultano evidenti. Gen Z e Millennials mostrano una maggiore apertura verso i viaggi internazionali, pur con una preferenza per l’Europa: il 57% della Gen Z considera Paesi UE contro il 41% della Gen X e il 31% dei Baby Boomers. Anche l’interesse per l’Asia è più alto tra i più giovani (10% Gen Z, 8% Millennials) rispetto ai Baby Boomers (5%).

Sul fronte della percezione del rischio, il 42% della Gen Z dichiara di essere influenzato dal contesto geopolitico ma senza modificare i propri piani, adottando però maggiore cautela. Tra i Millennials, invece, il 22% sta valutando un cambio di destinazione, contro il 15% della Gen X e l’11% dei Baby Boomers. Questi ultimi risultano anche i più orientati ai viaggi domestici (fino al 77%) e i più sensibili al tema sicurezza, con il 36% che si sente “molto meno sicuro” rispetto a un anno fa. Il quadro complessivo evidenzia un cambiamento strutturale nelle abitudini di viaggio: maggiore attenzione al controllo, richiesta di flessibilità e bisogno di informazioni in tempo reale. In questo contesto, la connettività diventa un elemento centrale dell’esperienza di viaggio.

I dati del sondaggio mostrano chiaramente come gli italiani stiano cercando un nuovo equilibrio tra la voglia di esplorare e la necessità di sentirsi al sicuro”, ha commentato Matteo Papa, Regional Director Europa di Airalo. “L’adozione dei nostri pacchetti con dati illimitati ha avuto un incremento del 340% nel 2026, segno che poter contare su strumenti che garantiscano connessione e controllo durante il viaggio non è più un optional, ma una componente essenziale dell’esperienza”.

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