Immagine di sfondo della pagina Turismo DOP e IGP in crescita, Modena modello nazionale: il Balsamico supera i 200mila visitatori l’anno
02 aprile 2026

Il turismo legato alle Indicazioni Geografiche continua a crescere in Italia e trova nel distretto dell’Aceto Balsamico di Modena uno dei casi più strutturati. Secondo il 2° Rapporto Turismo DOP, nel 2025 le attività censite raggiungono quota 667 (+12%) mentre gli eventi registrano un incremento del 26%, confermando il comparto come uno dei driver emergenti per la valorizzazione dei territori.

In questo scenario, il sistema produttivo dell’Aceto Balsamico di Modena si distingue per dimensioni e capacità attrattiva. Il comparto supera il miliardo di euro di valore al consumo e richiama ogni anno tra 150mila e 200mila visitatori nelle acetaie del territorio, con una quota internazionale pari all’80%.

L’offerta si caratterizza per un modello esperienziale integrato, che spazia dalle visite con degustazione (32%) ai corsi di cucina (26%), fino agli eventi diffusi. Tra questi, “Acetaie Aperte” rappresenta uno degli appuntamenti più rilevanti, evolutosi in una piattaforma territoriale che coinvolge decine di produttori e mette a sistema enogastronomia, cultura e accoglienza.

Il potenziale di crescita resta elevato anche sul mercato domestico: 1 italiano su 10 ha già visitato un’acetaia, mentre il 62% si dichiara interessato a farlo in futuro.

“In questo scenario i dati confermano che il turismo legato all’Aceto Balsamico di Modena non è più un fenomeno accessorio, ma una componente strutturale del valore della filiera – commenta Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena –. Parliamo di un comparto che supera il miliardo di euro e che oggi è in grado di generare un flusso turistico stabile e internazionale, con ricadute concrete sul territorio. Il punto non è solo l’attrattività del prodotto, ma la capacità di costruire un sistema: mettere in relazione imprese, cultura e accoglienza. È su questo che si gioca la competitività futura delle Indicazioni Geografiche italiane”.

Il caso Modena si inserisce così nelle dinamiche più ampie del turismo DOP e IGP, dove i Consorzi assumono un ruolo crescente nel coordinamento dell’offerta e nello sviluppo di modelli integrati di promozione territoriale.

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