Turismo scolastico: Aidit chiarisce le regole dei viaggi di istruzione
Le nuove soglie, l’autonomia delle scuole e il ruolo delle agenzie dopo il webinar che ha riunito oltre 700 operatori
Il settore dei viaggi di istruzione entra nel nuovo anno scolastico con un quadro normativo finalmente più leggibile. Il webinar organizzato da Aidit Federturismo Confindustria ha riunito dirigenti scolastici, docenti, DSGA e agenzie di viaggi per sciogliere i nodi che negli ultimi mesi avevano generato incertezza, soprattutto dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti e della digitalizzazione del ciclo degli affidamenti. Un confronto necessario per un comparto che vale 1 miliardo e 400 milioni di euro e che rappresenta una componente essenziale dell’esperienza formativa degli studenti.
Durante l’incontro, il presidente Aidit Domenico Pellegrino ha ricordato il valore culturale e personale dei viaggi di istruzione, sottolineando come la complessità normativa non debba ostacolare un segmento così rilevante. «Probabilmente siamo diventati viaggiatori per la prima volta proprio grazie ai viaggi di istruzione», ha osservato, evidenziando la necessità di restituire certezze alle scuole e agli operatori.
A entrare nel merito è stato Samuele Zerbini, presidente della Commissione Turismo Education di Aidit, che ha chiarito gli aspetti più fraintesi della normativa. Secondo Zerbini, il chiarimento dell’ANAC ha riportato al centro la natura educativa dei viaggi, stabilendo che ogni tipologia – gite culturali, viaggi sportivi, settimane bianche, stage linguistici, escursioni giornaliere – deve essere considerata autonomamente. «La scuola non deve sommare tutti i viaggi come se fossero penne o matite. Ogni tipologia ha la sua soglia e la sua intenzionalità educativa», ha spiegato. Il passaggio più rilevante riguarda la qualificazione delle scuole come amministrazioni sub‑centrali, che porta la soglia per ricorrere a una centrale di committenza qualificata da 140mila a 216mila euro. «Da 0 a 216mila euro, per ciascuna tipologia di viaggio, la scuola mantiene piena autonomia», ha ribadito Zerbini, aggiungendo che «l’idea del Codice degli Appalti non è creare gabbie, ma trovare la soluzione migliore nel tempo più breve possibile».
Il formatore Mario Schember, esperto di fondi europei per la scuola, ha ricostruito la sequenza di norme e note ministeriali che aveva generato confusione, chiarendo che l’affidamento diretto resta possibile fino a 140mila euro, mentre tra 140mila e 216mila euro si può procedere con procedure negoziate semplificate, sempre in autonomia. «Le scuole non sono amministrazioni centrali, come si era sostenuto, ma sub‑centrali. Questo cambia tutto», ha affermato. Schember ha richiamato l’attenzione anche sul principio di rotazione, sul frazionamento della spesa e sul ruolo del direttore dell’esecuzione, che nei viaggi di istruzione coincide con il docente accompagnatore. «È l’unico che può verificare che l’esecuzione del servizio sia corretta», ha precisato.
Il tema dell’accordo quadro è stato affrontato con chiarezza: Consip è una possibilità, non un obbligo. Esistono accordi quadro regionali e territoriali, come quelli attivati dalla Regione Friuli, da Roma Capitale o dagli enti della Valsassina. «La scuola può scegliere se procedere con la propria agenzia di fiducia o aderire a un accordo quadro. Non c’è alcun obbligo», ha ricordato Zerbini, mentre Lino Pirro ha evidenziato che in Italia esistono «una ventina di stazioni appaltanti utilizzabili».
In collegamento dal Ministero del Turismo, Gianluca Caramanna ha confermato l’attenzione del Mitur verso le piccole e medie imprese del settore. «Consip è sinonimo di trasparenza, ma vigileremo affinché tutti gli operatori possano competere sullo stesso piano», ha dichiarato, assicurando disponibilità a raccogliere segnalazioni e criticità.
G.F.