Immagine di sfondo della pagina Turisti in tempi di crisi: la solidità fa la differenza
30 marzo 2026


In un mercato turistico attraversato da nuove tensioni internazionali e da una crescente percezione di instabilità, il settore si trova ancora una volta davanti a un banco di prova che non riguarda soltanto le destinazioni, ma il modo stesso di operare. Non è la prima crisi: solo le strutture solide assicurano continuità e tutela e restano capaci di reggere l’urto.

In questo quadro si inserisce il tema delle coperture, che non può essere letto come un semplice aspetto tecnico, ma come parte integrante di una strategia più ampia. “Per anni le assicurazioni, sono sembrate, un costo difficile da giustificare, soprattutto quando non succede nulla” - osserva Ezio Barroero, Presidente Lab Travel - “ma è proprio in momenti come questi che si capisce la differenza tra aver costruito una protezione reale o averla trascurata. Noi abbiamo sempre scelto di lavorare con compagnie solide e con polizze strutturate sulle nostre esigenze, e questo oggi ha consentito di attivare rimborsi e gestire situazioni complesse senza lasciare scoperti né i nostri consulenti né i nostri clienti”.

È proprio osservando ciò che è accaduto nelle ultime settimane che emerge un primo elemento: chi dispone di un’organizzazione solida ha potuto gestire rientri, riprogrammazioni e criticità con maggiore lucidità, mantenendo un presidio costante sui clienti. Dove invece questo impianto manca, la pressione operativa si scarica interamente sulle singole agenzie, con tempi più lunghi e margini di intervento limitati.

Michele Zucchi, AD Euphemia, dichiara: "Sono stati giorni sicuramente difficili. Periodi lavorativi che potevano iniziare alle 5 della mattina e terminare a mezzanotte. Abbiamo iniziato ad organizzare i rientri imminenti, passeggeri che si dovevano recare in aeroporto o già erano in aeroporto la mattina stessa dell’inizio del conflitto. L’area maggiormente coinvolta è stata quella delle Maldive. In questo scenario è importante sottolineare come il supporto fornito sia stato di natura trivalente: da un lato l’elevata preparazione tecnica dei nostri consulenti, dall’altro l’efficienza del reparto biglietteria, il tutto sostenuto dalla solidità finanziaria del gruppo. Quest’ultima ha consentito di procedere tempestivamente all’emissione e al pagamento immediato dei voli necessari al rientro dei clienti”.

Accanto a questo, la capacità di riposizionare rapidamente la domanda diventa decisiva. Se alcune aree risultano oggi penalizzate, la risposta di Lab Travel Euphemia non è fermarsi ma orientare i flussi verso alternative già presidiate, sfruttando relazioni consolidate con tour operator e fornitori. Dal Nord Europa al Sud America, dalla Spagna all’Africa fino ai Caraibi, il mercato non si contrae, si ridisegna e chi è vicino alla filiera aiuta il cliente ad adattarsi senza problemi.

Più complesso il tema Italia, spesso evocato come soluzione naturale ma in realtà ancora fragile dal punto di vista della filiera. Una parte della domanda si sposterà inevitabilmente sul mercato domestico, ma negli anni non si è costruito un sistema sufficientemente integrato da garantire riconoscibilità e continuità operativa alle agenzie. Eppure, proprio in questo contesto si inserisce un segnale interessante: il rapporto fiduciario tra Personal Voyager e cliente continua a funzionare, tanto che anche per destinazioni come la Liguria si registrano richieste veicolate dai consulenti, a dimostrazione che quando la relazione è solida il cliente non disintermedia, ma si affida.

I numeri restituiscono con chiarezza il cambio di scenario. Dopo un avvio d’anno estremamente positivo nei primi due mesi, oggi realisticamente le stime andranno riviste in modo più prudente ed in funzione dell’evolversi degli eventi.

È qui che si concentra il punto più rilevante per il mercato: nei momenti complessi come questo non si tratta solo di vendere viaggi, ma di saper garantire continuità, protezione e capacità di intervento. E per le agenzie la differenza diventa evidente, perché operare all’interno di Euphemia significa essere alleggeriti dalla parte più critica dell’operatività — dalle assicurazioni ai rapporti con i fornitori — e poter concentrare le energie su ciò che conta davvero: il cliente. Perché è proprio nella relazione con lui che si gioca la partita decisiva: mantenerla salda, anche quando lo scenario cambia improvvisamente è l’unico vero asset che nel tempo fa la differenza.

Cerca